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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cultura

Giornate FAI d’Autunno 2026: il patrimonio italiano tra cultura, imprese e sostenibilità

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 valorizzano il patrimonio italiano con 700 luoghi aperti e 12 milioni per restauri.

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 si terranno il 10 e 11 ottobre, con 700 luoghi straordinari aperti al pubblico in 350 città italiane. L’iniziativa, presentata a Roma a Palazzo Piacentini, dedica un’attenzione speciale all’artigianato e al “saper fare”, con oltre 75 aperture e percorsi dedicati alle tradizioni manifatturiere. Il presidente del FAI, Marco Magnifico, ha sottolineato che più del 10% dei luoghi aperti sono piccole imprese, botteghe artigiane e musei d’impresa, testimonianza del ruolo chiave che queste realtà giocano nel raccontare il presente e il futuro del Paese.

Il patrimonio italiano si rinnova con investimenti record. La Fondazione FAI ha annunciato un impegno di oltre 12 milioni di euro per restauri e manutenzioni straordinarie nel 2026, cifra quasi triplicata rispetto a quattro anni fa. A questa somma si aggiungono circa 20 milioni destinati alla gestione ordinaria. Solo quest’anno, il FAI ha seguito 150 cantieri, coinvolgendo oltre 20 architetti specializzati e un indotto di 150 fornitori e 200 consulenti tecnici. L’obiettivo è preservare e valorizzare il patrimonio italiano, che unisce storia, cultura, arte, scienza e economia.

Un’esperienza concreta per i giovani

Un ruolo chiave sarà affidato ai 9mila apprendisti Ciceroni, giovani studenti che “hanno bisogno di concreto, di uscire dal benedetto mondo del telefono e di toccare con le loro mani i monumenti, la natura, le aziende agricole per capire che vivono nel Paese più bello del mondo”. Questi giovani saranno protagonisti dell’iniziativa, contribuendo a far conoscere il patrimonio italiano attraverso un’esperienza diretta e immersiva.

La collaborazione con Confindustria e la cultura d’impresa. Una visione condivisa in pieno da Francesco Somma, vice presidente per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto di Confindustria. L’associazione collabora quest’anno all’iniziativa, sottolineando come la cultura d’impresa faccia parte del concetto più ampio di cultura del Paese. “Siamo abituati a visitare monumenti, piazze e opere d’arte, ma pensiamo poco a visitare le aziende. Dietro un cancello non c’è solo qualcuno che produce, ma ci sono competenze, ricerca, affidabilità, capacità di innovare”, ha spiegato Somma.

Un’emergenza climatica da affrontare

Accanto alla valorizzazione del patrimonio, emerge un’urgenza sempre più pressante: l’impatto dei cambiamenti climatici. I Beni del FAI sono oggi particolarmente esposti agli effetti degli eventi meteorologici estremi, come dimostrano i gravi danni causati da una violenta tempesta due settimane fa sul Giardino della Kolymbethra ad Agrigento. Per rispondere all’emergenza, per il 2027 è previsto lo stanziamento di circa 1,5 milioni di euro esclusivamente per interventi legati alla transizione ecologica e all’adattamento climatico. La Rai, come Main Media Partner, dedicherà spazi significativi alla divulgazione dei siti e delle iniziative del FAI, con un’offerta televisiva, radiofonica e digitale che si estende dal 5 all’11 ottobre. “La divulgazione della bellezza, soprattutto nei siti dei beni culturali, è memoria, è presente ma è anche futuro”, ha evidenziato Stefano Coletta, direttore Coordinamento Generi.

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