La legge elettorale torna in Camera in terza lettura, con il governo che si prepara a porre tre fiducie su altrettanti articoli modificati a Palazzo Madama. Intanto, Riccardo Magi, leader di +Europa, annuncia uno sciopero della fame contro la norma, che definisce “un colpo di stato elettorale” che favorirebbe una minoranza a diventare maggioranza schiacciante in Parlamento. La protesta, condivisa da altre opposizioni, si concentra sull’equa rappresentanza dei generi e su un tetto di firme più alto per chi si presenta alle elezioni per la prima volta.
La protesta e le preoccupazioni per l’equilibrio di genere
Magi e le altre forze di opposizione si concentrano su due aspetti principali: l’equilibrio di genere nelle candidature e l’aumento delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Secondo il segretario di +Europa, l’introduzione di un tetto di firme più alto rende difficile la partecipazione di nuove forze politiche, rendendo la norma “incredibile e incostituzionale”. L’equilibrio di genere, a loro avviso, viene “travolto completamente” dalle modifiche proposte.
La norma introduce un tetto di firme più alto per chi si presenta alle elezioni per la prima volta, rendendo difficile la partecipazione di nuove forze politiche.
La fase finale del percorso parlamentare del testo si avvia, con la legge elettorale tornata in Aula dopo l’approvazione del testo e l’ok al mandato al relatore. Oltre ai relatori di maggioranza, ci saranno quattro relatori di minoranza, tra cui Magi. Oggi, a partire dalle 12, è previsto un unico voto sulle cinque pregiudiziali di costituzionalità chieste dalle opposizioni. Gli emendamenti presentati sono circa sessanta, ma con l’apposizione della fiducia, le proposte di modifica decadranno.
Un test per la tenuta della maggioranza
La maggioranza, però, sembra convinta della sua posizione. Un esponente di centrodestra che segue il dossier dice di “non avere dubbi” sulla compattezza della maggioranza, anche in vista dei voti successivi. In caso di bocciatura delle pregiudiziali, si prevede una Conferenza dei capigruppo per fissare il timing dei lavori. Su tre dei quattro articoli modificati, il governo porrà la fiducia, che dovrebbe essere votata venerdì con il voto palese.
La protesta di Magi si accompagna a iniziative non violente e ricorsi in sedi giurisdizionali, mentre FdI serra i ranghi a sostegno del governo.
La prossima settimana, tra mercoledì e giovedì, si terrà il voto finale sul provvedimento, con la possibilità di scrutinio segreto, come era stato a luglio sull’emendamento sulle preferenze. Magi, che annuncia un digiuno per ottenere modifiche almeno alle parti peggiori della norma, continua a sostenere che la legge elettorale è un “colpo di stato” che altera il sistema democratico. La legge elettorale, quindi, si avvia verso un momento cruciale, con il governo che cerca di consolidare la sua posizione e l’opposizione che continua a protestare per modifiche ritenute indispensabili.



