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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cronaca

Lupo e convivenza: Bani indica una strada di gestione responsabile

Il presidente del Parco San Rossore chiede una gestione equilibrata del lupo, senza miti né forzature.

Il presidente del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli Lorenzo Bani ha espresso la sua posizione sulla gestione dei lupi in Toscana, sottolineando la necessità di una strategia equilibrata e responsabile. Il dibattito, acceso da un decreto governativo che permette l’uccisione di 22 esemplari, ha visto il presidente criticare l’approccio che non si basa su dati e pianificazione ma su miti e forzature. Bani ha sottolineato che la specie deve essere gestita in modo corretto, senza demonizzarla né santificarla, ma cercando una convivenza sostenibile con l’uomo e le attività agricole.

Un equilibrio tra natura e uomo

Secondo Bani, la presenza dei lupi in Toscana, che negli ultimi anni è aumentata, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato. Dopo decenni di quasi scomparsa, i lupi stanno tornando a popolare il territorio, un fenomeno confermato dagli esperti che monitorano i grandi mammiferi. Tuttavia, questa presenza richiede una gestione attenta, soprattutto in un contesto in cui la biodiversità è in evoluzione. L’Unione Europea ha aggiornato lo status del lupo, passando da una protezione rigorosa a una specie soggetta a misure di gestione, un cambiamento che l’Italia ha recepito.

La gestione non è una soluzione semplice

Il presidente ha chiarito che la gestione dei lupi non è una soluzione immediata, ma un processo che richiede riflessione e pianificazione. “Dobbiamo riflettere attentamente e pianificare una corretta gestione di questa specie, senza rincorrere né il mito del lupo cattivo di Cappuccetto Rosso né il fascino del lupo buono di San Francesco”, ha detto Bani. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la conservazione della specie e la tutela delle attività umane, evitando comportamenti che possano portare a conflitti.

Un caso di successo a San Rossore

Il presidente ha citato come esempio positivo la gestione del lupo nella Tenuta di San Rossore, dove la presenza dei lupi ha contribuito a ripristinare l’equilibrio ecologico. In un contesto in cui la sovrappopolazione dei daini metteva a rischio la vegetazione, l’introduzione dei lupi, accompagnata da una gestione corretta, ha permesso di stabilizzare l’ambiente. “Da una situazione di squilibrio, l’arrivo dei lupi ha portato a una natura in equilibrio”, ha spiegato Bani.

Il presidente ha anche sottolineato l’importanza di evitare comportamenti scorretti da parte degli abitanti, come l’alimentazione dei lupi, che può portare a situazioni di rischio. “I più grandi problemi si sono verificati quando i lupi sono stati alimentati dall’uomo, come è successo ad Arena Metato”, ha ricordato. In questi casi, i lupi diventano più confidenti con gli esseri umani, aumentando il rischio di contatti non desiderati. Infine, Bani ha espresso la sua posizione sul corso di formazione per operatori dei grandi carnivori, sottolineando che dovrebbe essere rivolto solo a figure istituzionali come carabinieri forestali e guardiaparco. “Facciamolo ma solo per operatori istituzionali”, ha concluso, evidenziando la necessità di un approccio professionale e controllato nella gestione della specie.

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