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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Operaio tunisino morto in un incidente al cantiere del Porto, lo chiamavano “il dottore”

Operaio tunisino morto in un incidente al cantiere del Porto, lo chiamavano “il dottore”

Sofiane Boutraa, operaio tunisino specializzato in carpenteria e saldatura, è morto carbonizzato in un incidente avvenuto al cantiere del Porto di Fincantieri. L’incidente si è verificato martedì sera, due ore prima che il turno di lavoro terminasse. L’operaio, che lavorava per la Global Naval da diversi anni e era molto apprezzato, era stato visto in bicicletta al lavoro, come tanti suoi connazionali. Lo chiamavano “il dottore” per la sua sensibilità e attenzione al benessere degli altri, tanto da consigliare rimedi naturali per i malanni di stagione. Sognava la laurea dei suoi figli, un maschio e una femmina, e aveva appena visto il figlio maschio, 20enne, che era tornato in Tunisia per studiare.

Un lavoro pericoloso e un desiderio di futuro

Il lavoro di Boutraa e degli operai specializzati come lui prevede di infilarsi in blocchi poco arieggiati e bassi, motivo per cui si fanno pause durante il lavoro. Martedì aveva iniziato il turno alle 16 e avrebbe dovuto smontare a mezzanotte. Un collega ha raccontato che si vedevano durante le pause alla macchinetta del caffè, e che Boutraa parlava del figlio che si sarebbe laureato. «Mi diceva che il figlio a breve si sarebbe laureato, era contento. Questa estate era venuto a trovarlo e aveva lavorato con lui, proprio come il collega che è rimasto gravemente ustionato», ha detto un operaio curdo iracheno. La sua speranza per la laurea dei figli era un sogno che lo teneva in vita.

Un incidente drammatico e una reazione di dolore

La testimonianza di Moreno Porcarelli, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per la Uil, ha descritto la situazione drammatica. «Ero lì e ho visto i soccorsi e i feriti – ha detto – una situazione drammatica. Uno era dentro, l’altro fuori. È stato straziante. Mi hanno chiamato degli operai che erano lì, sono corso subito. So che gli ustionati non si possono toccare, sono arrivati i pompieri e li hanno presi con delle coperte termiche. L’operaio dentro era irriconoscibile», ha raccontato. Un collega ha commentato «come quelli ustionati alla ThyssenKrupp di Torino». La sicurezza sul lavoro non è mai sufficiente, anche se si parla molto di essa.

I volti degli operai che ieri mattina sono passati davanti alla Finacantieri, senza entrare per lo sciopero, erano tutti sconvolti. C’era anche il datore di lavoro dell’operaio deceduto, che non si è sentito di rilasciare interviste. «La famiglia è stata avvisata e sta arrivando», ha detto con lo sguardo abbassato e il volto segnato dal dolore. Il titolare era in piedi dalla notte dell’infortunio.

La morte di Sofiane Boutraa rappresenta un dramma umano e professionale, che mette in luce le sfide quotidiane dei lavoratori in contesti industriali. Il ricordo di un uomo che sognava la laurea dei figli e che, pur vivendo in condizioni difficili, cercava di fare del suo meglio, rimane un’immagine forte e triste.

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