Sofiane Boutraa, operaio tunisino specializzato in carpenteria e saldatura, è morto carbonizzato in un incidente avvenuto al cantiere del Porto di Fincantieri. L’incidente si è verificato martedì sera, due ore prima che il turno di lavoro terminasse. L’operaio, che lavorava per la Global Naval da diversi anni e era molto apprezzato, era stato visto in bicicletta al lavoro, come tanti suoi connazionali. Lo chiamavano “il dottore” per la sua sensibilità e attenzione al benessere degli altri, tanto da consigliare rimedi naturali per i malanni di stagione. Sognava la laurea dei suoi figli, un maschio e una femmina, e aveva appena visto il figlio maschio, 20enne, che era tornato in Tunisia per studiare.
Un lavoro pericoloso e un desiderio di futuro
Il lavoro di Boutraa e degli operai specializzati come lui prevede di infilarsi in blocchi poco arieggiati e bassi, motivo per cui si fanno pause durante il lavoro. Martedì aveva iniziato il turno alle 16 e avrebbe dovuto smontare a mezzanotte. Un collega ha raccontato che si vedevano durante le pause alla macchinetta del caffè, e che Boutraa parlava del figlio che si sarebbe laureato. «Mi diceva che il figlio a breve si sarebbe laureato, era contento. Questa estate era venuto a trovarlo e aveva lavorato con lui, proprio come il collega che è rimasto gravemente ustionato», ha detto un operaio curdo iracheno. La sua speranza per la laurea dei figli era un sogno che lo teneva in vita.
Un incidente drammatico e una reazione di dolore
La testimonianza di Moreno Porcarelli, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per la Uil, ha descritto la situazione drammatica. «Ero lì e ho visto i soccorsi e i feriti – ha detto – una situazione drammatica. Uno era dentro, l’altro fuori. È stato straziante. Mi hanno chiamato degli operai che erano lì, sono corso subito. So che gli ustionati non si possono toccare, sono arrivati i pompieri e li hanno presi con delle coperte termiche. L’operaio dentro era irriconoscibile», ha raccontato. Un collega ha commentato «come quelli ustionati alla ThyssenKrupp di Torino». La sicurezza sul lavoro non è mai sufficiente, anche se si parla molto di essa.
I volti degli operai che ieri mattina sono passati davanti alla Finacantieri, senza entrare per lo sciopero, erano tutti sconvolti. C’era anche il datore di lavoro dell’operaio deceduto, che non si è sentito di rilasciare interviste. «La famiglia è stata avvisata e sta arrivando», ha detto con lo sguardo abbassato e il volto segnato dal dolore. Il titolare era in piedi dalla notte dell’infortunio.
La morte di Sofiane Boutraa rappresenta un dramma umano e professionale, che mette in luce le sfide quotidiane dei lavoratori in contesti industriali. Il ricordo di un uomo che sognava la laurea dei figli e che, pur vivendo in condizioni difficili, cercava di fare del suo meglio, rimane un’immagine forte e triste.



