Il Papa ha rivolto un appello sincero ai luterani durante un incontro nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico, il 1 ottobre, invitandoli a riconoscere Cristo come “fonte viva” e a tornare alle radici comuni della fede. L’incontro, tenutosi con il presidente della Federazione Luterana Mondiale, vescovo Henrik Stubkjær, ha visto il Papa sottolineare l’importanza del cammino ecumenico e la necessità di un’esperienza condivisa basata sulla fede apostolica. L’evento è stato preceduto da un richiamo al 500.mo anniversario della Confessione Augustana, documento che nel 1530 segnò un momento di riconciliazione all’interno della Chiesa.
Un cammino di grazia, non di diplomazia
Il Papa ha ricordato le parole del suo predecessore, Papa Francesco, che ha descritto l’ecumenismo come un “cammino di grazia” e non come “diplomazia ecclesiale”. Secondo il Pontefice, il dialogo tra cristiani non dipende da negoziati umani, ma dall’azione di Dio, che “purifica la memoria e il cuore, vince le rigidità e orienta verso una comunione rinnovata”. Questa visione ha trovato conferma nella Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, siglata nel 1999 e che ha stabilito una comprensione comune della giustificazione operata dalla grazia di Dio attraverso la fede in Cristo.
La Confessione Augustana e il suo significato
La Confessione Augustana, originariamente concepita come un documento di riconciliazione all’interno della Chiesa, è stata nel tempo interpretata in modo diverso. Il Papa ha sottolineato che, in vista del 500.mo anniversario del documento nel 2030, è auspicabile riscoprire il suo potenziale ecumenico pre-confessionale. L’obiettivo è tornare alle radici comuni della fede, alla Chiesa delle origini e ai Padri della Chiesa, per riscoprire l’eredità apostolica che unisce cristiani e luterani. Il Papa ha anche ricordato come il documento fosse stato firmato in un periodo di minacce per la Chiesa occidentale, con l’intenzione di “testimoniare il loro credo in una Chiesa santa, cattolica ed apostolica”.
Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che la figura di Gesù non diventi “una parola estranea nel nostro mondo”. Il nostro mondo ha bisogno di testimoni ecumenici di Cristo, che lo facciano conoscere attraverso le loro vite e le loro azioni. Durante l’incontro, il Papa ha ricevuto un dono simbolico: una croce del Consiglio della Federazione luterana mondiale, che ricorda il Giubileo della Riforma celebrato a Lund, e una ciotola in ceramica decorata con il melograno e il ramo d’ulivo, simboli della pace. Il Papa ha sottolineato che la comunione rinnovata nella fede apostolica, nei sacramenti e nei ministeri è la meta del cammino ecumenico di grazia, che percorriamo insieme guidati dal Vangelo. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e di speranza per il futuro della collaborazione tra cattolici e luterani, con l’obiettivo di raggiungere una “piena e visibile unità”.
- Il Papa ha invitato i luterani a tornare alle radici comuni della fede.
- La Confessione Augustana è stata riconsiderata come documento di riconciliazione.
- Il dialogo ecumenico è visto come un cammino di grazia, non di diplomazia.
La Confessione Augustana in origine era intesa come un documento di riconciliazione in seno alla Chiesa. Solo in seguito finì con l’essere intesa come testo di confessionalizzazione divisiva. In vista del 2030, sarebbe auspicabile che potessimo di nuovo affermare insieme il potenziale ecumenico pre-confessionale della Confessio Augustana.



