Una ragazza minorenne della provincia di Taranto ha denunciato una presunta violenza sessuale nel parcheggio di una discoteca e ha raccontato di aver subito, anni prima, palpeggiamenti da parte del patrigno. L’episodio, avvenuto di notte, ha portato all’apertura di un fascicolo d’indagine e all’iscrizione nel registro degli indagati di due persone: un giovane di 22 anni e il patrigno, 52 anni, compagno della madre della ragazza. La ragazza, che ha riferito ai poliziotti della questura, ha spiegato di essere stata avvicinata da un uomo conosciuto quella sera e di aver trascorso del tempo con lui sulla pista da ballo. Successivamente, il giovane le avrebbe chiesto con una scusa di accompagnarlo alla sua automobile, e lei lo avrebbe seguito nel parcheggio senza sospettare che potesse accadere qualcosa. Una volta rimasti soli, lui avrebbe cambiato atteggiamento, l’avrebbe attirata nell’abitacolo e violentata. La ragazza, spaventata, sarebbe tornata agli amici senza dire loro quanto era accaduto e avrebbe taciuto per mesi prima di decidere di presentare denuncia.
Processo fissato a novembre per acquisire la testimonianza
Le dichiarazioni raccolte a verbale dalla polizia sono state trasmesse alla pm Marzia Castiglia, titolare del fascicolo aperto dopo il racconto della ragazza. La magistrata ha chiesto un incidente probatorio per acquisire la sua testimonianza. L’esame è già stato fissato per novembre 2026 davanti al giudice Giovanni Caroli. In quella sede, la ragazza dovrà ripetere le proprie accuse. La testimonianza sarà raccolta in ambiente protetto per tutelare la sua salute mentale. La deposizione si svolgerà nell’aula «Famiglia», al primo piano del Tribunale, con l’assistenza di uno psicologo. I due indagati, assistiti dagli avvocati Luca Balistreri e Luigi Danucci, seguiranno l’esame in collegamento dall’aula delle udienze preliminari.
Abusi da parte del patrigno: una storia di violenza persistente
La ragazza ha anche riferito ai poliziotti di aver subito, quando aveva 11 anni, presunti palpeggiamenti da parte del patrigno. Questo episodio, che ha preceduto la violenza nel parcheggio, ha contribuito a motivare la sua decisione di denunciare. La sua testimonianza è fondamentale per il proseguimento delle indagini. L’indagine sull’episodio nel parcheggio è iniziata in estate, dopo che la ragazza ha deciso di raccontarlo. La sua testimonianza, pur essendo traumatica, è cruciale per chiarire i fatti e garantire giustizia.
La situazione, purtroppo, non è nuova: la ragazza ha sottolineato come l’abuso da parte del patrigno fosse avvenuto in un momento in cui non aveva la forza di reagire. La sua decisione di parlare, nonostante il trauma, rappresenta un passo importante per la giustizia e per la sua salute mentale. L’assistenza psicologica e l’ambiente protetto sono elementi chiave per garantire la sua tutela durante il processo. La famiglia e i legali dei due indagati seguiranno con attenzione l’evolversi delle indagini e del dibattimento.
La ragazza, che ha raccontato l’accaduto con emozione, ha espresso la sua sofferenza e la sua determinazione a denunciare entrambi i presunti responsabili. La sua testimonianza, pur essendo traumatica, è fondamentale per il proseguimento delle indagini. La situazione, purtroppo, non è nuova: la ragazza ha sottolineato come l’abuso da parte del patrigno fosse avvenuto in un momento in cui non aveva la forza di reagire. La sua decisione di parlare, nonostante il trauma, rappresenta un passo importante per la giustizia e per la sua salute mentale. L’assistenza psicologica e l’ambiente protetto sono elementi chiave per garantire la sua tutela durante il processo. La famiglia e i legali dei due indagati seguiranno con attenzione l’evolversi delle indagini e del dibattimento.



