Le quattro associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti hanno espresso un netto no a un nuovo rinvio sine die per la variante di Calabrina. Le imprese cesenati chiedono un confronto trasparente e tempi certi per l’opera viaria nell’area nord della città, che potrebbe migliorare i collegamenti e la competitività del territorio. L’interesse non riguarda solo la mobilità, ma anche la sicurezza e lo sviluppo economico. Le associazioni sottolineano che la questione non può essere ridotta a una contrapposizione tra favorevoli e contrari, né a una discussione esclusivamente locale.
Infrastrutture e competitività
Le imprese mettono in evidenza il peso concreto che la questione ha sull’economia locale. La movimentazione delle merci, l’accessibilità alle aree produttive, i collegamenti con il casello autostradale, con la viabilità provinciale e con le direttrici verso la costa sono fattori decisivi per la competitività delle imprese. Per molte attività economiche, tempi di percorrenza, sicurezza stradale e funzionalità dei collegamenti incidono ogni giorno sui costi, sull’organizzazione del lavoro, sulla puntualità delle consegne e sulla possibilità di crescere. Una soluzione ben progettata, aggiungono, porterebbe benefici anche ai residenti, in termini di riduzione del traffico di attraversamento e migliore qualità della vita nei centri abitati. Comprendiamo pienamente l’esigenza di ascoltare i cittadini e di valutare con attenzione gli impatti ambientali, acustici, urbanistici e paesaggistici dell’opera. Proprio per questo riteniamo necessario un confronto ordinato, trasparente e costruttivo. Il confronto sulle alternative è doveroso; ciò che va evitato è che il confronto si traduca in un nuovo rinvio sine die.
Un quadro più ampio
Le associazioni allargano lo sguardo al sistema infrastrutturale romagnolo nel suo complesso, richiamando in particolare il tema del Lotto Zero della Secante nell’ambito del collegamento veloce Forlì-Cesena, e l’urgenza di completare la copertura in fibra ottica di tutte le aree artigianali e produttive. Auspicano inoltre che le opere vengano affidate il più possibile a imprese locali, nel rispetto del Codice degli appalti.
Da anni il mondo economico chiede che Cesena e la Romagna ragionino sulle infrastrutture in una logica strategica e di lungo periodo. La competitività del nostro territorio non dipende solo dalla qualità delle imprese, che pure è molto elevata, ma anche dalla qualità delle connessioni. Strade, nodi logistici, banda larga e rete elettrica sono parte integrante della politica industriale di un territorio. La posizione conclusiva è netta: Le imprese non chiedono opere calate dall’alto, ma che le infrastrutture strategiche possano procedere con tempi certi. Un territorio che rinuncia sistematicamente alle proprie opere rischia di perdere attrattività, investimenti e opportunità.



