Un’evoluzione del giornalismo: il digitale non cancella il cartaceo
L’informazione tradizionale e digitale si stanno avvicinando, con il digitale che guida la diffusione e il cartaceo che rimane centrale. I grandi uffici stampa delle istituzioni e delle aziende si stanno dotando di strumenti che permettono di seguire minuto per minuto le pubblicazioni digitali delle grandi testate. Volocom, ad esempio, è tra i protagonisti di questa evoluzione. Il digitale ha radicalmente cambiato le abitudini di tutti, ma non ha cancellato il valore del giornalismo tradizionale. Anzi, l’edizione digitale è diventata più importante dell’edizione cartacea, almeno per quanto riguarda la velocità e la diffusione. La diffusione digitale ha reso i tempi di pubblicazione identici per tutte le realtà editoriali.
Il digitale come strumento di potere
Il digitale ha rivoluzionato l’industria editoriale, consentendo la moltiplicazione delle fonti d’informazione. L’intelligenza artificiale ha abbattuto le barriere linguistiche, portando a un’infosfera in cui la velocità e la quantità di notizie sono sempre crescenti. Tuttavia, nonostante la crisi del traffico web e la ridotta capacità di attenzione del lettore digitale, le testate digitali stanno riconquistando un ruolo centrale. Il sito web della testata è lavorato minuto per minuto, sempre aggiornato e rinnovato, mentre l’edizione stampata è una sorta di “best of” della giornata. Il New York Times, ad esempio, ospita sul cartaceo vari editoriali e interventi di personalità, ma la diffusione digitale è diventata la priorità. La notizia di una testata web ha anche il corredo di un’immagine (spesso un video) e una gerarchia per l’importanza.
La tendenza si è invertita e pare resistere anche alla crisi di Google, assediato dai modelli di AI capaci di dare risposte dirette ai naviganti. La consultazione di un quotidiano web equivale a consultare una fonte primaria di informazione in tempo reale. Tanto che i grandi uffici stampa si stanno dotando di strumenti per seguire minuto per minuto le pubblicazioni digitali. Che poi questo basti a mettere in ordine i conti aziendali è un’altra storia. Ma il fatto che il digitale abbia reso il giornalismo più accessibile e immediato non può essere negato.
La consultazione di corriere.it, repubblica.it o Dagospia viaggia parallela sugli stessi schermi in cui si seguono, si cercano e si dotano di alert i flussi di Ansa e Adnkronos. Non è il mondo al contrario, il digitale ci ha abituato che i cambiamenti arrivano a fasi, che nascono si sviluppano e poi vengono superate da nuove abitudini. Intanto, però, le testate digitali si godono la fase di revamping. La diffusione digitale ha reso i tempi di pubblicazione identici per tutte le realtà editoriali, ma la notizia di una testata web ha anche il corredo di un’immagine (spesso un video) e una gerarchia per l’importanza, derivabile dal posizionamento in pagina. Questi aspetti non sono presenti nelle agenzie di stampa tradizionali. Così, oggi, la consultazione di corriere.it, repubblica.it o Dagospia viaggia parallela sugli stessi schermi in cui si seguono, si cercano e si dotano di alert i flussi di Ansa e Adnkronos. Non è il mondo al contrario, il digitale ci ha abituato che i cambiamenti arrivano a fasi, che nascono si sviluppano e poi vengono superate da nuove abitudini. Intanto, però, le testate digitali si godono la fase di revamping.



