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venerdì 2 Ottobre 2026

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Il diritto a restare: un patto per i giovani

L’Italia deve tornare ad essere un posto dove i giovani arrivano, non da cui partono.

Il diritto a restare non è scritto in nessuna Costituzione, ma è il pilastro su cui si fonda una nazione. È il diritto per una ragazza del Sud di immaginare il suo futuro nella città in cui è nata, per un ingegnere di non dover prendere un volo solo andata per far riconoscere il suo talento, per una giurista di lavorare dove si è formata con sacrificio. Per non dover scegliere tra la propria terra e la propria ambizione. Da troppo tempo in Italia si è confuso la mobilità con la fuga. Andare all’estero per crescere, per studiare, per imparare una lingua o un mestiere è una ricchezza: un’intera generazione lo ha scoperto grazie all’Erasmus, con gli occhi pieni di Europa. Dover andare via perché non c’è spazio, non c’è riconoscimento, non c’è stipendio dignitoso, in poche parole non c’è futuro, è invece una sconfitta per tutti. Una ferita collettiva.

Un patto per i giovani

La Fondazione Guido Carli lancia un appello: è l’ora di un patto sul diritto a restare. L’obiettivo è trasformare l’Italia in un posto dove i giovani arrivano, non quello da cui partono. L’idea non è nuova, ma oggi più che mai è un imperativo etico. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il 4 settembre, ha promesso che continuerà a perseguire l’obiettivo di un’Italia “nella quale chi è partito possa trovare mille ragioni per tornare”. Era anche il sogno di Guido Carli, il governatore della Banca d’Italia dal 1960 al 1975, che operò una rivoluzione silenziosa a Palazzo Koch, fondata su un principio a cui rimase fedele per tutta la vita: scommettere sui giovani e sulla loro formazione, anche internazionale.

La fuga dei talenti non è solo un problema morale, ma anche un rischio per la sostenibilità del sistema di protezione sociale. Gli ultimi dati dell’Istat segnalano una frenata delle partenze degli italiani: dopo il picco di 141mila persone espatriate nel 2024, nel 2025 sono stati in 109mila a fare la valigia (-22,7%). Variazioni negative che danno speranza. Ma i campanelli d’allarme suonano ancora fortissimo, in particolare al Sud: tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha perso 150mila laureati tra i 25 e i 34 anni, di cui 122mila verso il Nord e 28mila verso l’estero. Il rischio desertificazione non si allenta, anzi. Con la denatalità si fa più acuto.

Dietro ogni numero c’è una casa che si svuota, una piazza che perde voci. Mentre le bussole si sgretolano, le culle si svuotano e circa 40mila cittadini italiani nascono o proseguono il proprio percorso di vita fuori dai confini nazionali, chiedere di rimanere potrebbe apparire come un esercizio di patriottismo retorico. Bisogna ribaltare la prospettiva: lottare perché l’Italia torni ad essere all’altezza dei suoi giovani. Perché li veda, li ascolti e li metta al centro di ogni politica. Se ne accorgerebbero e saprebbero restituire, con gratitudine.

Un’idea di futuro

La Fondazione Guido Carli intende lanciare un Patto trasversale per il diritto a restare, chiamando a raccolta istituzioni, imprese e società civile. L’obiettivo è trasformare l’Italia in un luogo che non solo accoglie, ma anche valorizza. L’antropologo calabrese Vito Teti ha analizzato la “restanza” come un concetto che richiama il diritto a migrare e a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di sé stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.

La sfida che l’Italia deve raccogliere è trasformarsi per accogliere. Imparare a superare resistenze e rigidità per fare largo ai giovani, alle loro idee, alla loro innovazione, alla loro visione. Anche per una ragione molto concreta: la sostenibilità del nostro sistema di protezione sociale. Chiamare a raccolta istituzioni, imprese e società civile intorno a un Patto trasversale per il diritto a restare sarà l’impegno che la Fondazione Guido Carli intende lanciare alla Convention inaugurale della Fondazione Guido Carli, dal titolo Responsabili leadership.

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