Due uomini sono stati arrestati per furto aggravato in abitazione, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti a Campi Salentina. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Lecce, hanno individuato e arrestato Maicol Pio Tasco, 25 anni, e Luigino Arnò, 52 anni, entrambi residenti nella zona. L’operazione ha portato all’emissione della misura cautelare in carcere, dopo un’indagine che ha ricostruito l’intero percorso dei beni rubati a una donna di 76 anni. Il furto, avvenuto il 2 agosto scorso, ha visto l’assenza della proprietaria e la forzatura della porta d’ingresso, seguita da un rapido sottrazione di monili in oro, denaro contante e altri oggetti di valore, per un bottino stimato intorno ai 160mila euro.
Indagini che hanno portato all’arresto
Fin dai primi accertamenti, i militari dell’Arma hanno ipotizzato che uno dei soggetti avesse una conoscenza profonda e pregressa degli ambienti della casa, un vantaggio cruciale che ha permesso di individuare e sottrarre rapidamente i beni più preziosi. La ricerca della refurtiva non si è fermata al solo sopralluogo, ma si è concentrata sulla tracciabilità del bottino, seguendo una pista che ha condotto dritto all’abitazione di uno dei due indagati, il 25enne. Durante una perquisizione mirata, i militari hanno rinvenuto non solo diversi orologi e gioielli in oro, successivamente riconosciuti dalla legittima proprietaria, ma anche un vero e proprio bazar dell’illecito.
La casa dei due indagati è diventata un deposito di beni illegali. Nella casa sono stati sequestrati 3.250 euro in contanti, svariate dosi di sostanze stupefacenti di diverso tipo con il relativo materiale per il confezionamento e, fatto ancor più allarmante, un ordigno esplosivo di fabbricazione artigianale. Le tracce dei ricettatori hanno portato gli investigatori a passare al setaccio le attività di numerosi esercizi commerciali del settore della compravendita di oro e preziosi.
Un quadro indiziario solido
L’acquisizione di registri, schede di vendita e documentazione varia ha permesso di ricostruire in maniera minuziosa diverse cessioni di monili avvenute nei giorni immediatamente successivi al furto. Le verifiche incrociate e i riconoscimenti fotografici hanno confermato l’ipotesi accusatoria: gran parte della refurtiva era stata rapidamente immessa nel circuito commerciale per essere trasformata in denaro contante.
Le indagini hanno fornito un quadro indiziario solido e inequivocabile. Questo lavoro di ricomposizione del puzzle investigativo ha culminato con l’apertura delle porte del carcere per i due presunti responsabili. Più che una curiosità: per Tasco, in particolare, si tratta di ore davvero particolari. Perché oltre a essere accusato di questo furto in concorso con Arnò, risulta anche nella corposa lista di soggetti coinvolti nell’operazione “Escape” che proprio oggi hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta che ha fatto luce su due presunte frange criminali di stampo mafioso operanti nella zona del nord Salento.



