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venerdì 2 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Occupati in aumento, ma sempre più gli over 50. Sono il 42,8% del totale

In Italia, il 42,8% degli occupati ha più di 50 anni, un dato in crescita costante negli ultimi vent’anni.

Il mercato del lavoro italiano registra un aumento del tasso di occupazione, ma la crescita si concentra soprattutto tra gli over 50. Secondo i dati del Cnel, il 42,8% degli occupati ha più di 50 anni, un dato in aumento costante negli ultimi vent’anni. Questo fenomeno, che ha trasformato profondamente la composizione del mercato del lavoro, è legato a diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’innalzamento dell’età pensionabile e l’aumento dei livelli di istruzione.

Un invecchiamento demografico in atto

L’Italia è uno dei paesi più anziani al mondo, e questo ha portato a un incremento del peso degli over 50 sul totale degli occupati. Il numero di persone tra i 50 e i 64 anni che lavorano è in costante aumento, con un incremento di oltre 26 punti percentuali dal 2004 al 2026. Il tasso di occupazione per questa fascia d’età ha raggiunto il 68,3% nel secondo trimestre del 2026, il livello più alto dal 2004. La crescita è stata quasi ininterrotta, con un solo calo nel 2020, quando il tasso è sceso al 59,7%. La transizione demografica sta ridisegnando la forza lavoro italiana, con un aumento della partecipazione degli over 50. Il fenomeno riflette un cambiamento profondo nel mercato del lavoro, dove le fasce più anziane si dimostrano sempre più attive e stabili.

Meccanismi previdenziali e istruzione in gioco

La riforma Fornero del 2011 e i successivi aggiustamenti legati all’aspettativa di vita hanno spostato l’età di uscita dal lavoro in avanti, riducendo drasticamente le uscite anticipate. Questo ha permesso a una quota maggiore di persone tra i 55 e i 64 anni di rimanere attive sul mercato del lavoro. Inoltre, l’aumento dei livelli di istruzione ha portato a un ritardo nell’ingresso nel mercato del lavoro, con conseguenze positive per la permanenza degli over 50.

Un laureato di 55 anni oggi ha maggiori probabilità di essere occupato rispetto a un coetaneo con solo una licenza media vent’anni fa. Questo fenomeno ha contribuito a una maggiore stabilità e longevità del lavoro tra le fasce più anziane. La crescita del tasso di occupazione tra i 50 e i 64 anni non è però uniforme per tutte le fasce d’età. Mentre aumentano gli occupati in questa fascia, diminuiscono quelli tra i 15 e i 24 anni e tra i 35 e i 49 anni. Questo fenomeno riflette una transizione demografica che sta ridisegnando la composizione della forza lavoro, sempre più matura.

Un altro aspetto rilevante è l’evoluzione dei tirocini. Secondo l’analisi del Sole 24 Ore, in Italia si attivano sempre meno tirocini, con un calo del 17% rispetto al 2021. La platea prediletta del tirocinio, ossia i giovani tra i 15 e i 34 anni, si è ridotta, lasciando spazio a una fascia composta da persone più mature. Nel 2025, sono stati appena 275 mila i tirocini attivati, in calo del 2% rispetto al 2024.

La crescita del tasso di occupazione tra gli over 50 rappresenta un dato significativo, ma richiede una riflessione su come il mercato del lavoro si adatta a questa evoluzione. La partecipazione degli over 50 al lavoro è in crescita da oltre vent’anni e sta diventando sempre più evidente. Questo fenomeno, se non gestito con attenzione, potrebbe influenzare la dinamica del mercato del lavoro italiano, riducendo la disponibilità di posti per le nuove generazioni.

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