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lunedì 21 Settembre 2026

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Lavoro, crescita professionale al primo posto: il 45,7% dei candidati privilegia la formazione

Lavoro e crescita professionale: il 45,7% dei candidati privilegia la formazione rispetto allo stipendio

Lavoro, crescita professionale al primo posto: il 45,7% dei candidati privilegia la formazione rispetto allo stipendio. L’Osservatorio Guru Jobs 2025, basato sull’analisi di 70.504 candidature e 65.000 questionari attitudinali, ha evidenziato come la motivazione principale per il cambiamento di lavoro sia la possibilità di sviluppare competenze e responsabilità. Tra i candidati, il 45,7% ha indicato la crescita professionale come fattore chiave, mentre il 28,8% ha sottolineato la crescita economica e il 19,9% il desiderio di cambiamento.

Secondo l’analisi, la mancanza di crescita percepita rappresenta la principale causa di abbandono del lavoro, con il 45,7% dei professionisti che ne attribuisce la causa. Al contrario, solo l’8,2% ha segnalato problemi legati agli orari e ai bisogni personali, mentre il 1,6% ha indicato un ambiente di lavoro tossico e il 1,5% ha riferito promesse non mantenute. Questi dati mettono in luce l’importanza di un piano di carriera chiaro e credibile, che permetta a ogni persona di realizzarsi nel contesto lavorativo.

Selezione e retention: il ruolo delle PMI

Per le piccole e medie imprese, la comunicazione del valore dell’opportunità e l’efficacia del processo di selezione diventano fondamentali. L’Osservatorio ha sottolineato come la gestione HR debba essere sempre più basata sui dati, con ogni fase del recruiting che contribuisce alla reputazione e alla competitività dell’azienda. Inoltre, la velocità nella risposta alle candidature è un fattore chiave: il 45,7% dei candidati si aspetta un riscontro entro 48 ore, altrimenti rischia di percepire l’azienda come lenta o disorganizzata. La retribuzione, pur non essendo il primo fattore motivazionale, rimane comunque centrale. L’analisi ha evidenziato che omettere la RAL nell’annuncio può allontanare i candidati più qualificati, soprattutto perché la crescita economica rappresenta il secondo driver motivazionale. Inoltre, le hard skill necessitano di un aggiornamento frequente, con un ciclo medio di circa 18 mesi a causa dell’evoluzione tecnologica.

Le aree più ricercate e le aspettative dei candidati

Il settore della produzione ha registrato un volume di candidature tre volte superiore rispetto al marketing, con conseguenze dirette sull’efficacia nella selezione. Tra i ruoli più ricercati emergono addetti vendita, personale Horeca, impiegati amministrativi e contabili, segretarie e assistenti, Sales e Marketing Account. Ogni ruolo ha aspettative diverse, che vanno dalla stabilità alla flessibilità, dall’autonomia alla misurabilità dei risultati. La stessa attenzione richiesta nella fase di attrazione diventa decisiva anche nella retention. Per trattenere un talento, è necessario costruire percorsi credibili, garantire feedback regolari e mantenere gli impegni presi. Inoltre, è fondamentale valutare non solo le competenze tecniche, ma anche attitudini e soft skill come autonomia, resilienza e gestione dello stress.

Il modello proposto da Guru Jobs si basa su tre cardini: attrarre, selezionare e trattenere. Per le PMI, significa comunicare meglio il valore dell’opportunità, rendere più efficace il processo di selezione e costruire una relazione coerente con la persona anche dopo l’ingresso in azienda. Il punto di arrivo è una gestione HR sempre più basata sui dati, nella quale ogni fase del recruiting contribuisce direttamente alla reputazione e alla capacità competitiva dell’impresa.

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