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venerdì 2 Ottobre 2026

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Purpose Day 2026: il Purpose guida l’adozione responsabile dell’AI nelle imprese

Purpose Day 2026: il Purpose guida l’adozione responsabile dell’AI nelle imprese

La quarta edizione di Purpose Day, evento organizzato da POLIMI Graduate School of Management in collaborazione con il Purpose Center di HEC Paris, ha visto la partecipazione di oltre 1800 persone, in presenza e online. L’evento, dedicato al Purpose e alla sua capacità di guidare l’adozione dell’intelligenza artificiale, ha messo in luce un paradosso: se l’AI è entrata rapidamente nelle imprese, la governance delle organizzazioni non segue lo stesso ritmo. La ricerca presentata durante l’evento, condotta su un campione di 612 manager italiani, ha evidenziato come il 30% utilizzi l’AI a supporto delle decisioni manageriali, il 27% nella pianificazione delle competenze e il 25% nella valutazione delle performance. Tuttavia, solo il 15% ha ripensato in modo strutturale i ruoli e le responsabilità all’interno dell’organizzazione.

Il Purpose come bussola per l’adozione responsabile dell’AI

Secondo i dati raccolti, il Purpose è ormai entrato nel linguaggio delle imprese italiane. Il 65% dei manager sa esprimere il Purpose della propria azienda, mentre il 38% delle organizzazioni può dirsi pienamente Purpose-driven. Il Purpose offre una direzione chiara: aiuta a capire perché adottare l’AI, dove applicarla e quale valore vogliamo generare, ha sottolineato Paola Castellacci, CEO e Presidente di Adiacent SpA. La ricerca conferma che il Purpose non è più un problema di definizione, ma di attuazione, e l’intelligenza artificiale rende questo passaggio urgente.

Sebbene l’AI sia già diffusa, il 27% delle imprese non ha ancora un approccio chiaro all’uso della tecnologia. Per il 60% dei manager, l’adozione è guidata soltanto da efficienza e riduzione dei costi, mentre solo il 13% riconosce pienamente che gli obiettivi assegnati ai sistemi di AI siano chiaramente definiti. Se il Purpose resta una dichiarazione, l’AI rischia di essere adottata seguendo ciò che la tecnologia rende possibile, più che ciò che l’organizzazione vuole ottenere, ha commentato Josip Kotlar, Co-Direttore Scientifico dell’Osservatorio Purpose in Action.

Un’adozione guidata da efficienza, ma non da obiettivi chiari

La ricerca ha anche evidenziato una sfida nella leadership: solo il 9% dei manager considera la propria organizzazione pienamente pronta a guidare team in cui persone e AI lavorano insieme. Tra le competenze necessarie, quelle tecniche (48%) sono seguite a breve distanza dal pensiero critico e dalla capacità di valutare le decisioni automatizzate (44%). Seguono la gestione del cambiamento e la data literacy (42%). Nell’era agentica, il vantaggio umano si sposta dall’esecuzione all’interpretazione e al giudizio.

I primi effetti concreti si vedono negli investimenti: il 39% delle imprese dedica più attenzione a innovazione e digitalizzazione sostenibile. Il 24% finanzia progetti con minore rendimento economico ma maggiore impatto sociale o ambientale. Purpose Day 2026, realizzato in collaborazione con aziende come Phoenix Group, RATP Dev Italia e SD Worx, ha visto la partecipazione di leader internazionali, CEO e accademici. L’evento ha confermato che il dibattito sul Purpose ha una dimensione europea, in cui l’Italia può avere un ruolo da protagonista.

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