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venerdì 2 Ottobre 2026

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Sandro Vian, anima del ciclismo trevigiano, è deceduto all’età di 82 anni

Sandro Vian, leader del ciclismo trevigiano, è morto all’età di 82 anni dopo un malore. Lascia moglie e figlia.

Sandro Vian, anima del ciclismo trevigiano, è deceduto all’età di 82 anni dopo un malore che lo ha colpito nella sua abitazione di Borgo Mestre. Era stato ricoverato all’ospedale Ca’ Foncello nei giorni scorsi, ma non ha resistito. Lascia la moglie Adriana e la figlia Stefania, due figure che hanno condiviso la sua vita e la sua passione per il ciclismo. Vian, un uomo di grande impegno e dedizione, ha dedicato gran parte della sua esistenza al mondo del ciclismo, non tanto come atleta quanto come dirigente e organizzatore.

Un leader del ciclismo trevigiano

Vian è stato un punto di riferimento per il Gc San Lazzaro, società che ha visto crescere e svilupparsi insieme a lui. Ricoperto per anni i ruoli di segretario, vicepresidente e, negli ultimi anni, presidente onorario, ha contribuito in modo decisivo alla crescita e alla stabilità dell’associazione. La sua collaborazione con Raffaello Longo, l’amico di una vita, è stata un pilastro del ciclismo trevigiano. Due nomi che, per decenni, hanno rappresentato una presenza costante e un legame indelebile nel mondo del ciclismo.

La sua passione si è tradotta in numerose iniziative, tra cui la Granfondo Pinarello, nata proprio dalla collaborazione tra il Gc San Lazzaro, il Gruppo Cicloturistico Treviso, Pioggia in Faccia e il Gruppo Vigili Urbani di Treviso. Un evento che ha portato tanti campioni in piazza del Grano a Treviso, dove Giovanni Pinarello aveva aperto il suo primo negozio. Vian ha anche organizzato eventi tradizionali come la pedalata del primo gennaio sul Monte Pianezze e il raduno al Tempio di Coppi, che hanno unito la comunità ciclistica trevigiana in momenti di condivisione e ricordo.

Un’eredità organizzativa e burocratica

Le qualità organizzative di Vian, unite alla sua competenza nella gestione degli aspetti burocratici, non sono passate inosservate. Ha contribuito a costruire canali di comunicazione fluidi e sinergici tra le istituzioni, semplificando la complessa macchina organizzativa delle competizioni. Il Comitato Provinciale della Federazione Ciclistica Italiana ha visto in lui un leader straordinario, che ha ricoperto l’incarico di segretario per 12 anni.

Il presidente del Comitato, Giorgio Dal Bò, ha espresso un cordoglio profondo, ricordando come Vian abbia rappresentato il cuore e lo spirito di servizio del ciclismo trevigiano. La sua lungimiranza e la sua capacità di tessere relazioni hanno lasciato un’eredità burocratica e organizzativa senza precedenti. Il ciclismo trevigiano si prepara a salutarlo per l’ultima volta, con funerali celebrati lunedì alle 10 nella chiesa di San Zeno, luogo particolarmente significativo per lui e per la moglie Adriana, che si sono sposati proprio lì. Raffaello Longo, l’amico di una vita, renderà l’ultimo omaggio a Sandro, recitando la «Preghiera del ciclista». Un ultimo saluto in nome di quella passione che per quasi mezzo secolo li ha visti pedalare, organizzare, discutere e costruire insieme il ciclismo trevigiano.

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