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venerdì 2 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Sei aggressori identificati, il papà: «Siamo felici, speriamo che la giustizia faccia il suo corso»

Sei aggressori identificati dopo l’aggressione a Barcellona, il papà di Nicola Maggiotto esprime fiducia nella giustizia.

Nel corso delle indagini sull’aggressione subita da Nicola Maggiotto, un ragazzo di 21 anni di Asolo, a Barcellona il 12 agosto, sono stati identificati e fermati sei degli otto sospettati. Il papà del ragazzo, Daniele Maggiotto, ha espresso soddisfazione per i progressi, auspicando che la giustizia possa portare a una risoluzione giusta. L’episodio, avvenuto durante una serata in vacanza con amici al SeaSea Club, ha suscitato preoccupazione e attenzione per la gravità del fatto.

Identificati i sospetti, tra cui due minorenni

I sei giovani, tutti cittadini spagnoli, sono stati individuati grazie ai video delle telecamere del SeaSea Club, dove il gruppo aveva trascorso la serata. Tra di loro ci sono anche due minorenni, per i quali verrà seguita una procedura penale specifica in base alla legislazione spagnola. Quattro dei sospettati, tutti maggiorenni, sono stati arrestati e successivamente rimessi in libertà, poiché non si registra un rischio di fuga. I cellulari degli indagati sono stati sequestrati, e si procederà al prelievo del Dna per verificare eventuali tracce sulla maglietta indossata da Nicola.

Indagini in corso, ipotesi di reato potrebbe evolvere

Al momento, l’ipotesi di reato contestata al gruppo è quella di lesioni gravissime, ma la qualificazione giuridica potrebbe cambiare nel corso del procedimento, fino a includere l’ipotesi di tentato omicidio. L’analisi dei dispositivi sequestrati potrebbe fornire ulteriori elementi per ricostruire l’episodio e accertare le responsabilità. Gli investigatori stanno cercando le identità degli altri due sospettati, che al momento restano ancora da individuare. Il movente dell’aggressione non è ancora chiaro. Secondo le testimonianze dei compagni di Nicola, la situazione si sarebbe degenerata quando i ragazzi avrebbero scoperto di parlare con degli italiani. L’ipotesi di un’aggressione legata alla nazionalità era stata avanzata inizialmente, ma non ha trovato conferme. Gli interrogatori e i futuri sviluppi delle indagini potranno chiarire meglio i motivi dell’episodio.

Progressi per Nicola, terapie in corso

Dopo il rientro in Italia, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 settembre, Nicola Maggiotto ha continuato le terapie di recupero all’Hospital del Mar di Barcellona, dove si era risvegliato dopo un coma farmacologico durato due settimane. I progressi sono in atto, ma il percorso verso la completa guarigione è ancora lungo. L’avvocato del gruppo, Alessio Castellano, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalla polizia catalana, che ha permesso di identificare i sospettati.

La famiglia Maggiotto, attraverso il papà Daniele, ha espresso gratitudine per il supporto ricevuto e continua a sperare che la giustizia possa portare a una risoluzione giusta per il caso. L’indagine proseguirà con ulteriori adempimenti e verifiche, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto dell’episodio.

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