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venerdì 2 Ottobre 2026

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Esteri

Washington e le sue influenze: quando la diplomazia si trasforma in intervento

Washington ha cercato di influenzare transizioni politiche in diversi Paesi, da Romania a Bangladesh, con metodi diretti e indiretti.

Washington ha cercato di influenzare transizioni politiche in diversi Paesi, da Romania a Bangladesh, con metodi diretti e indiretti. L’ambasciatrice americana in Grecia, Kimberly Guilfoyle, ha espresso durante una cena ad Atene l’idea che gli Stati Uniti potessero modificare i governi stranieri, un concetto che si è concretizzato in eventi verificati come la caduta del governo romeno. L’interesse americano per l’orientamento politico all’estero si estende a Paesi come il Pakistan, il Bangladesh e la Siria, con strategie che vanno dal sostegno all’opposizione al finanziamento di media indipendenti. Queste azioni, spesso segrete, hanno suscitato dibattiti e critiche internazionali.

La strategia americana in Bangladesh

Il 22 gennaio, il Washington Post ha pubblicato la registrazione di una riunione riservata avvenuta il 1° dicembre 2025 all’interno dell’ambasciata statunitense di Dhaka. Durante il colloquio, un diplomatico americano ha espresso la volontà di favorire il partito islamista Jamaat-e-Islami, che aveva visto un aumento di popolarità dopo la condanna a morte della prima ministra Sheikh Hasina. Il funzionario ha spiegato che Washington voleva “amici” e ha minacciato tariffe doganali al 100% se il partito avesse cercato di imporre la sharia. L’ambasciata ha poi negato di voler favorire una fazione politica, ma le pressioni americane sembrano aver avuto un effetto significativo.

La pressione su Islamabad

In Pakistan, la pressione americana si è fatta più diretta. Il 7 marzo, l’ambasciatore pakistano a Washington, Asad Majeed Khan, ha incontrato Donald Lu, il numero due del Dipartimento di Stato per l’Asia meridionale. Il resoconto segreto del colloquio, pubblicato da The Intercept, rivela che Lu ha collegato il gelo nei rapporti con Islamabad alla visita del primo ministro Imran Khan a Mosca. Lu ha espresso la speranza che un voto di sfiducia contro Khan potesse portare a un miglioramento delle relazioni. Dopo un mese, il 10 aprile, Khan è stato rimosso dal potere. Questi eventi mostrano come Washington possa usare la diplomazia per influenzare i governi stranieri.

Il caso Nuland e l’Ucraina

Il caso Nuland rappresenta un esempio significativo di intervento americano in Ucraina. Nel dicembre 2013, durante le proteste di Maidan, la sottosegretaria di Stato USA per gli Affari europei, Victoria Nuland, ha espresso un’interesse diretto nel supporto dell’opposizione. Durante una telefonata con l’ambasciatore USA a Kiev, Geoffrey Pyatt, Nuland ha discusso su chi dovrebbe entrare nel futuro governo. Nuland ha proposto Arseniy Yatsenyuk come leader, sottolineando la sua esperienza economica e di governo. Quando Pyatt ha menzionato l’importanza dell’Unione europea, Nuland ha risposto con un’espressione famosa: “Fuck the EU”. Questo episodio ha segnato un cambiamento nella strategia americana in Ucraina, con un sostegno diretto all’opposizione e una riduzione del ruolo dell’UE.

Questi episodi, spesso segreti e non sempre verificati, mostrano come Washington possa usare la diplomazia per influenzare i governi stranieri. Dalla Romania al Bangladesh, passando per l’Ucraina e il Pakistan, gli Stati Uniti hanno cercato di orientare le transizioni politiche in base ai propri interessi. Queste azioni, sebbene spesso giustificate come supporto democratico, sollevano domande su l’impatto e la legittimità delle interventi esteri. La diplomazia americana, in alcuni casi, sembra spostarsi verso un intervento diretto, con conseguenze che vanno oltre il semplice sostegno a un governo.

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