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sabato 3 Ottobre 2026

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Cultura

Bari punta su quartieri e luoghi sconosciuti per delocalizzare il turismo

Bari promuove il turismo delocalizzato, valorizzando quartieri e luoghi poco conosciuti. Progetti e iniziative per sostenere attività commerciali e promuovere cultura e arte.

Il Comune di Bari ha lanciato una strategia per delocalizzare il turismo, puntando su quartieri e luoghi poco conosciuti per offrire esperienze diverse ai visitatori. Dalla stazione centrale alla fermata della metropolitana “Cittadella”, il percorso del Quartiere Museale San Paolo collega luoghi di interesse storico e culturale, come il castello di Ceglie con la sua cisterna romana, al waterfront che si estende da nord a sud. L’obiettivo è far scoprire ai turisti e ai residenti angoli della città poco conosciuti, come i borghi marinari di Santo Spirito e Torre a Mare, la zona di San Cataldo ai piedi del faro e il parco di Costa Sud. L’assessore al Turismo, Pietro Petruzzelli, spiega che «stiamo definendo gli itinerari per riproporre il progetto che ha riscosso notevoli consensi, l’idea è sempre la stessa: delocalizzare il turismo e far conoscere luoghi sconosciuti anche agli stessi baresi».

Il progetto “Undiscovered Bari” e il quartiere museale del San Paolo

Il progetto “Undiscovered Bari” è al centro della strategia per accompagnare turisti e residenti alla scoperta di luoghi poco conosciuti. Il quartiere museale del San Paolo, con i suoi murales e la sua posizione strategica, è uno dei punti chiave del piano. Il percorso, finanziato da Comune e Regione Puglia, collega la stazione centrale di Bari alla fermata “Cittadella”, rendendo il quartiere facilmente raggiungibile. Il progetto QM San Paolo, promosso da Mecenate 90 e curato da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, ha visto la realizzazione di undici murales monumentali che sviluppano il tema “Le eccellenze della Puglia”. Tra le opere, spiccano il ritratto del rapper Walino e quello dedicato a Santa Rita, figura radicata nel quartiere.

Il quartiere Museale San Paolo è un punto di riferimento per la delocalizzazione del turismo a Bari.

Le Feste di Santomare e il supporto alle attività commerciali

Intanto, dopo il successo dello scorso weekend a Santo Spirito, tornano Le Feste di Santomare, un progetto promosso e finanziato dal Comune di Bari. L’iniziativa, realizzata grazie a una quota dei proventi dell’imposta di soggiorno, si svolgerà oggi e domani a Torre a Mare. L’obiettivo è sostenere le attività commerciali nei quartieri costieri lontani dal centro e creare nuove occasioni di incontro e socialità. Il programma include concerti, spettacoli, attività sportive e dedicate al benessere, alla cultura e alla partecipazione, tutte gratuite. L’evento è coordinato da Puglia Culture e ha il supporto artistico di Dino Lupelli.

Le Feste di Santomare offrono un’occasione per promuovere la cultura e il tessuto commerciale dei quartieri costieri.

Il piano del Comune di Bari include anche l’intenzione di valorizzare la produzione di mandorle a Ceglie, dove esiste una forte tradizione di aziende. Inoltre, il centro storico di Loseto e le ultime forni in pietra per la produzione di pane, taralli e focacce sono altri elementi che entrano in gioco per la delocalizzazione del turismo. L’amministrazione ha anche convinto il Fai ad aprire il castello di Ceglie, dimostrando l’impegno per la gestione sostenibile del turismo. L’elenco dei luoghi da valorizzare è lungo e le valutazioni sono in corso, ma l’obiettivo è chiaro: far conoscere a tutti i visitatori e ai residenti i luoghi che compongono la ricchezza di Bari.

  • Castello di Ceglie con cisterna romana
  • Quartiere museale del San Paolo
  • Waterfront da nord a sud
  • Progetti come “Undiscovered Bari” e QM San Paolo
  • Le Feste di Santomare a Torre a Mare

Con l’obiettivo di creare nuove opportunità di incontro e di promuovere la cultura locale, il Comune di Bari si impegna a portare avanti i progetti con abnegazione e impegno, come ha fatto nel convincere il Fai ad aprire il castello di Ceglie. Il turismo delocalizzato non è solo una strategia economica, ma un modo per far conoscere a tutti i luoghi che compongono la ricchezza della città, anche quelli sconosciuti.

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