Il bushcraft, una pratica che combina conoscenza della natura, sopravvivenza e connessione con l’ambiente, sta guadagnando sempre più attenzione, non solo tra appassionati di outdoor, ma anche tra chi cerca un miglioramento della salute mentale. Jim Todd e Tom Young, cofondatori di Bushcraft Bus, una casa mobile dedicata all’educazione alla vita selvatica e alla natura, raccontano come l’esperienza in natura possa dare una spinta significativa alla salute mentale. “Ha dato una grande spinta alla mia salute mentale”, afferma Jim, riferendosi al suo personale percorso con il bushcraft.
Connessione con la natura e competenze di sopravvivenza
La pratica del bushcraft non si limita a insegnare come sopravvivere in ambienti selvaggi, ma si concentra anche su come migliorare la consapevolezza e la connessione con l’ambiente. “Accendere il fuoco è fondamentale non solo per la sopravvivenza, ma anche per quanto puoi goderti il tempo che trascorri nel bosco”, spiega Jim. La capacità di accendere un fuoco, ad esempio, richiede attenzione, pratica e una profonda conoscenza del materiale disponibile. Le bacchette di ferrocerio, un oggetto essenziale per l’accensione, sono un simbolo di questa connessione. La connessione con la natura è come una relazione. “Devi costrirla, non puoi aspettarti che ti dia tutto. Devi riversarci energia e curiosità, e poi lei te le restituisce”, afferma Jim. Questo spirito collaborativo, che si manifesta anche nella vita off grid, non solo tra gli esseri umani, ma anche con la terra stessa, è un aspetto chiave del bushcraft.
Un’esperienza che trasforma la mente e il corpo
La pratica del bushcraft ha effetti profondi non solo sul piano fisico, ma anche su quello mentale. “Quando inizi a pensare attraverso quella lente, ti rendi conto di quanto poco in realtà sai per difenderti o sopravvivere in quella situazione”, dice Jim. L’esperienza di Tom, che ha partecipato a una lunga escursione in solitaria nell’Artico, conferma questa idea. “Esplorare gli spazi aperti ha dato una spinta enorme alla mia salute mentale”, afferma. La pratica del bushcraft, con le sue attività come il foraging, la cottura sul fuoco e l’osservazione della natura, aiuta a sviluppare una maggiore fiducia in sé e una maggiore consapevolezza del mondo circostante.
Nonostante il Regno Unito si classifichi al 55º posto su 61 Paesi in uno studio globale sulla “connessione con la natura”, alcuni partecipanti ai corsi di Bushcraft Bus non avevano mai messo piede nel bosco. “Molte persone non imparano più niente sui boschi”, osserva Tom. Questo fenomeno è in parte dovuto alla crescente dipendenza da tecnologie e schermi, che tengono gli adolescenti chiusi in casa. La pratica del bushcraft, con la sua combinazione di conoscenza e esperienza, offre una via per superare questa distanza.
Il governo del Regno Unito ha approvato un nuovo GCSE di storia naturale, una materia d’esame che si può scegliere a 14 anni, con l’obiettivo di “far crescere la prossima generazione di professionisti green”. Questo segnale indica un cambiamento lento ma significativo. “Penso che se riesci a insegnare alle persone e a dare loro una parte di quella conoscenza e consapevolezza, inizieranno naturalmente a prendersi cura e ad apprezzare di più quegli spazi”, dice Tom. La pratica del bushcraft, con le sue competenze legate al bosco, come il riconoscimento degli alberi e la gestione delle risorse, può tradursi in una maggiore conservazione di risorse preziose.
La connessione con la natura, come riflette Jim, è “come una relazione”. “Devi costrirla, non puoi aspettarti che ti dia tutto. Devi riversarci energia e curiosità, e poi lei te le restituisce”, afferma. Questo spirito collaborativo, che si manifesta anche nella vita off grid, non solo tra gli esseri umani, ma anche con la terra stessa, è un aspetto chiave del bushcraft. La pratica non solo migliora la salute mentale, ma anche la consapevolezza ambientale, contribuendo a un futuro più sostenibile.



