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sabato 3 Ottobre 2026

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Cultura

Mele di montagna in Trentino: calo di produzione ma qualità elevata

In Trentino, la produzione di mele di montagna cala a causa del clima, ma la qualità si conferma eccellente.

Nelle valli di Non e Sole, il Trentino vive un momento cruciale per la frutticultura, con circa 15 mila operatori al lavoro per la raccolta delle mele di montagna, che proseguirà fino a ottobre inoltrato. Il clima, con escursioni termiche che hanno favorito soprattutto le varietà Golden e club, ha portato a un calo dei volumi, ma la qualità delle mele si annuncia elevata. Questo andamento segue una tendenza europea, con la produzione in calo in tutta la regione.

Qualità elevata nonostante la riduzione dei volumi

«Quest’anno la produzione di mele è in calo, come d’altro canto in tutta Europa, ma la qualità è elevata», spiega Simone Dalpiaz, responsabile qualità del Consorzio Melinda. Le escursioni termiche della montagna, con notti più fresche tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, hanno contribuito a migliorare la qualità delle mele, in particolare per le varietà Golden e club. Il caldo prolungato, però, ha reso più evidente il tema della disponibilità d’acqua, considerato strategico per il futuro della melicoltura.

La stagione è segnata da una lunga estate calda e da una crescente pressione sulle risorse idriche.

La raccolta rappresenta il momento culminante di dodici mesi di lavoro e, allo stesso tempo, un appuntamento collettivo che ha un peso decisivo per l’economia e la vita sociale delle due valli. Dietro ai numeri c’è una macchina organizzativa che ogni autunno torna a mobilitare intere comunità. Nei frutteti si ritrovano agricoltori, famiglie e stagionali, spesso legati da rapporti costruiti e consolidati nel corso degli anni.

Un lavoro collettivo che coinvolge intere comunità

Particolarmente rilevante è il contributo dei lavoratori stranieri, che lo scorso anno erano oltre 12.700, pari a circa quattro quinti degli occupati complessivi. I Paesi maggiormente rappresentati sono Romania, Senegal, India e Pakistan. Le donne, invece, costituiscono circa un quarto della forza lavoro, un dato in crescita negli ultimi anni.

La melicoltura rimane un settore vitale per le valli del Noce, con un impatto economico e sociale significativo.

Le operazioni, iniziate a metà agosto con le varietà più precoci, come SweeTango e Gala, proseguiranno fino a ottobre inoltrato con quelle tardive. Per conoscere il dato definitivo sulla produzione bisognerebbe attendere la conclusione della raccolta, mentre sulla qualità le indicazioni sono già positive. La stagione, inoltre, ha visto un aumento delle assunzioni agricole, con le valli di Non e Sole che rappresentavano circa la metà di quelle registrate nell’intera provincia. La melicoltura, quindi, non solo si adatta alle sfide climatiche, ma si rafforza anche attraverso una collaborazione tra agricoltori, famiglie e stagionali, che si sostengono reciprocamente nel corso dell’anno. La raccolta, in particolare, è un momento di condivisione e di lavoro comune, che conferma l’importanza del settore per l’economia e la comunità locale.

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