Il 3 ottobre 2026, Coldiretti Basilicata ha annunciato lo stato di mobilitazione per difendere la centralità del settore agricolo e richiedere misure concrete per sostenere gli agricoltori. La federazione ha denunciato un disinteresse generalizzato da parte delle istituzioni regionali e una mancanza di risposte alle sfide che il settore agricolo affronta. Gli agricoltori lucani, in particolare, si trovano in una situazione di grave crisi, con costi di produzione in aumento e un rischio concreto di riduzione della produzione alimentare e del presidio ambientale delle colline e montagne regionali.
Disinteresse politico e mancanza di risposte
Secondo Coldiretti Basilicata, i tavoli di interlocuzione con il mondo politico regionale non hanno sortito effetti concreti, salvo piccoli palliativi. La scarsa sensibilità verso il ruolo dell’agricoltura nella Basilicata è diventata una preoccupazione crescente. La scarsità di risorse dedicate al settore all’interno del Bilancio è vista come un esempio evidente di inaccettabile disinteresse, che coinvolge sia il Governo regionale che il Consiglio della Regione, nonché le forze di maggioranza e opposizione.
La politica sembra aver dimenticato l’agricoltura, che è invece sempre più presente in quello della società civile.
Un settore vitale per la regione
La Basilicata, dove quasi il 60% del territorio è gestito dagli agricoltori, vede un settore che non solo è economico, ma anche ambientale e occupazionale. Un’impresa su tre registrata negli elenchi camerali è agricola, e dall’agroalimentare proviene un quinto del valore totale dell’export. Nonostante questo, il ruolo delle aziende agricole non è riconosciuto da chi dovrebbe avere una visione di insieme dello sviluppo della regione. La crisi che colpisce il settore agricolo è aggravata da un aumento spropositato dei costi di produzione, a partire dai fertilizzanti, e dal gasolio agricolo alle stelle. Gli agricoltori lucani sono allo stremo, con il rischio di ridurre la produzione alimentare e il presidio ambientale delle colline e delle montagne. La politica, invece, si concentra su questioni che non risolvono la crisi, come il mantenimento di carrozzoni regionali non gestiti bene o scarsamente produttivi.
La mobilitazione è in atto per difendere i redditi degli agricoltori.
La Coldiretti Basilicata ha espresso la sua preoccupazione per il disallineamento tra la politica e il mondo delle imprese e dei cittadini. La federazione ha ribadito che la scarsità di risorse e la mancanza di atti e provvedimenti concreti a sostegno del settore da parte della Giunta regionale e del Presidente sono un problema inaccettabile. La mobilitazione, annunciata con forza, potrebbe portare a scendere in piazza se non verranno prese misure necessarie e strutturali per far fronte alla crisi e restituire dignità e reddito alla nostra agricoltura.
- Quasi il 60% del territorio lucano è gestito dagli agricoltori.
- Un’impresa su tre registrata negli elenchi camerali è agricola.
- Dall’agroalimentare proviene un quinto del valore totale dell’export.
- La politica non risponde alle sfide del settore agricolo.
- La mobilitazione è in atto per difendere i redditi degli agricoltori.



