Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

sabato 3 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Gioele Dix esplora il disordine della memoria in un nuovo spettacolo teatrale

Gioele Dix presenta «Arrivato a questo punto» al Teatro Franco Parenti, un’indagine sull’identità e la memoria.

Gioele Dix presenta al Teatro Franco Parenti, in Sala Grande, dal 6 al 18 ottobre 2026, il suo nuovo spettacolo «Arrivato a questo punto», in prima nazionale. L’opera, scritta in collaborazione con Paolo Cananzi, esplora il disordine della memoria attraverso una narrazione personale e condivisibile. L’azione si svolge in una stanza vuota, dove un uomo prova a fare il bilancio della vita, inciampando in dettagli insignificanti, chat inconcludenti e occasioni mancate. Il suono di Hubert Westkemper lo guida nel labirinto della memoria, mentre l’allestimento è essenziale e netto: una scatola nera, luci geometriche e pochi oggetti.

Un inventario personale e condivisibile

Dix costruisce un inventario personale, dove vicende pubbliche e private si incontrano senza diventare cronaca né una confessione. Lo spettacolo procede per scarti, lampi comici e osservazioni improvvise, creando un’esperienza teatrale che unisce ironia e profondità. La scena è il luogo protetto in cui ritrovare le parole, giuste o sbagliate, in un tempo che sembra affidarsi soprattutto alle immagini. La partitura di Hubert Westkemper agisce come una guida nel labirinto, trasformando ogni eco in una piccola rivelazione. Il teatro è un luogo in cui il racconto individuale si trasforma in esperienza comune. Dix, attore, autore e regista formatosi accanto a figure come Franco Parenti e Sergio Fantoni, ritrova uno dei nuclei più riconoscibili del suo percorso: la fiducia nella letteratura, nella musica della lingua e nella capacità del palcoscenico di trasformare un racconto in condivisione.

Un ritorno a una scrittura profondamente personale

«Arrivato a questo punto» segna il ritorno a una scrittura profondamente personale per Gioele Dix. L’opera riaffiora le qualità per cui è noto: il gusto dell’affabulazione, la precisione della parola e la capacità di far convivere ironia e profondità. Il teatro, in questo spettacolo, è insieme rifugio e strumento d’indagine. Non è un luogo separato dalla vita, ma una camera di risonanza in cui la leggerezza non cancella il pensiero e il comico non esclude l’intensità emotiva.

La scena è il luogo protetto in cui ritrovare le parole, giuste o sbagliate. L’allestimento è essenziale e netto, con una scena che si basa su pochi oggetti e luci geometriche. L’opera è un’indagine sull’identità e sulla memoria, in cui ogni dettaglio sembra avere un significato. Il testo è firmato da Gioele Dix e Paolo Cananzi, con la regia dello stesso Dix. Il sound design è di Hubert Westkemper, le luci di Cesare Agoni. La produzione è del CTB Centro Teatrale Bresciano, in collaborazione con Giovit. L’opera è un’esperienza teatrale unica, in cui il disordine della memoria diventa un’occasione per riflettere su se stessi e sul mondo che ci circonda.

Leggi anche