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sabato 3 Ottobre 2026

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Esteri

L’Europa tenta di «correggere» i risultati elettorali per salvaguardare la democrazia

In Germania e Svezia, i leader tentano di modificare i risultati elettorali per evitare nuove elezioni, mettendo in discussione la democrazia.

L’Europa, in un momento di profonda incertezza politica, sembra essere in cerca di un modo per «correggere» i risultati elettorali, pur mantenendo l’apparenza di una democrazia funzionante. In Germania, il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, ha interceduto per calmare le tensioni tra i partiti di governo, permettendo l’approvazione di un provvedimento controverso. In Svezia, il presidente del Parlamento, Andreas Norlen, ha concesso un’altra settimana alla leader della socialdemocrazia, Magdalena Andersson, per formare un governo. Nel Regno Unito, il premier laburista Andy Burnham ha aperto la porta a nuove opzioni per il futuro del paese dopo la Brexit. Questi episodi segnalano una tendenza comune: il tentativo di mantenere il controllo su scenari politici attraverso interventi esterni, pur mantenendo l’illusione di un processo democratico.

La mossa di Steinmeier ha suscitato dibattiti su quanto siano state irregolari le sue azioni.

La democrazia in bilico tra volontà popolare e interventi esterni

La strategia di «tenersi al riparo dal processo elettorale», come sottolineato da un editoriale, sembra essere una pratica consolidata nel Vecchio continente. A 28 anni dalla riflessione di Mario Monti, il sistema politico europeo continua a cercare di influenzare i risultati elettorali, pur mantenendo l’aspetto di una democrazia libera. In Germania, il presidente Steinmeier ha usato le sue prerogative per calmare le tensioni tra il centrodestra e il centrosinistra, permettendo l’approvazione di una riforma dell’assicurazione sociale. Questo intervento, pur legittimo in certi contesti, ha suscitato dibattiti su quanto sia irrilevante rispetto alle prerogative costituzionali.

La proroga in Svezia è vista come un tentativo di mantenere la stabilità politica.

Il Regno Unito e le opzioni per il futuro

Nel Regno Unito, il premier laburista Andy Burnham ha aperto la porta a nuove opzioni per il futuro del paese dopo la Brexit. Ha dichiarato di essere pronto a «valutare le opzioni» sul futuro dei rapporti tra Regno Unito e UE, compresa la possibilità di tornare nell’Unione. Questo annuncio ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, si parla di apertura a nuove soluzioni; dall’altro, si teme un ritorno a una politica di divisione. L’annuncio di Burnham ha anche messo in discussione le posizioni di Nigel Farage, che ha definito il progetto di un nuovo referendum «assurdo».

Questi episodi, sebbene diversi, segnalano una tendenza comune: l’Europa, in un momento di crisi, cerca di mantenere il controllo su scenari politici attraverso interventi esterni, pur mantenendo l’illusione di un processo democratico. La democrazia, in questo contesto, sembra essere un’arma a doppio taglio: un’arma per il potere, ma anche un’arma per il controllo. La sfida è trovare un equilibrio tra libertà e stabilità, senza compromettere i principi fondamentali della democrazia.

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