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sabato 3 Ottobre 2026

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Esteri

L’Italia arresta un ingegnere ucraino su richiesta russa, ma non gli concede un giudice

Un ingegnere ucraino, decorato da Zelensky, è stato arrestato in Italia su richiesta russa, ma il procedimento non ha visto un giudice. La vicenda mette in luce i problemi tra Italia e Russia.

L’Italia ha arrestato un ingegnere ucraino su richiesta della Russia, ma il procedimento non ha visto un giudice. L’uomo, decorato da Zelensky, è stato arrestato in Firenze nel settembre 2025 per una Red Notice emessa da Interpol. La richiesta russa, legata a un presunto reato bancario del 2014, ha portato all’arresto, ma il caso si è concluso senza un processo. L’ingegnere, che da due anni ricostruisce le infrastrutture energetiche ucraine colpite dai missili russi, ha trascorso un breve periodo in carcere e poi è rimasto in Italia aspettando un processo che non si è mai celebrato.

Un caso di estradizione in sospeso

La vicenda ha messo in luce i problemi tra Italia e Russia nel campo della cooperazione giudiziaria. L’ingegnere, che ha già vissuto un precedente arresto in Moldavia, è rimasto in Italia dopo la scarcerazione, scegliendo di aspettare una decisione giudiziaria per chiedere la cancellazione della Red Notice. La sua presenza in Italia è documentata, ma il ministero della Giustizia ha ritenuto non certa la sua presenza nel territorio, bloccando la richiesta di estradizione. La Corte d’Appello di Firenze ha confermato questa posizione, sottolineando i rischi di consegnare la persona alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

La Red Notice resta attiva nonostante la presenza documentata dell’uomo in Italia. L’ingegnere ha dimorato in Italia con un contratto di affitto e una fattura di albergo, ma il ministero ha ritenuto che non fosse certo il suo soggiorno nel Paese. La richiesta russa è stata restituita senza un processo, e la segnalazione di Interpol non è stata cancellata. La Corte d’Appello ha concluso che non era stata avanzata una domanda di estradizione, e il procedimento si è chiuso senza un giudice.

Un sistema che non funziona

La situazione ha suscitato preoccupazioni tra i difensori dell’uomo. L’avvocato Enrico Di Fiorino ha sollecitato il ministero a trasmettere la richiesta russa a un giudice, ma la risposta è stata negativa. Il ministero ha ritenuto che l’estradizione non potesse avvenire senza certezza della presenza dell’uomo in Italia. Tuttavia, l’ingegnere ha dimorato in Italia, con documenti che ne attestano la presenza. Nonostante ciò, la richiesta russa è stata restituita senza un processo, e la Red Notice resta attiva.

Il caso ricorda il precedente di Almasri, un cittadino siriano arrestato in Italia e rilasciato senza un processo. I difensori dell’ingegnere sostengono che il ministero abbia impedito ai giudici di svolgere la loro funzione di tutela dei diritti fondamentali. L’ingegnere, che ha trascorso mesi in Italia aspettando un processo, non potrà chiedere la riparazione per l’ingiusta detenzione, poiché manca una decisione giudiziaria. La Red Notice, che lo ha reso soggetto a arresti in diversi Paesi, rimane attiva.

La vicenda ha evidenziato i problemi della cooperazione internazionale in materia di estradizione. Il ministero ha ritenuto che la richiesta russa non potesse essere avviata senza certezza della presenza dell’uomo in Italia, ma l’ingegnere ha dimorato in Italia, con documenti che ne attestano la presenza. La Corte d’Appello ha confermato questa posizione, ma il processo non è mai arrivato davanti a un giudice. L’ingegnere, che ha ricostruito infrastrutture energetiche in Ucraina, ha chiesto a un Paese europeo la cosa più semplice: essere giudicato. Gli è stata negata. La situazione mette in luce i problemi tra Italia e Russia nel campo della giustizia e dei diritti umani.

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