Parade Électronique, la rassegna di MMT Creative Lab dedicata alla musica elettronica, compie dieci anni e presenta una nuova edizione che propone nuove modalità di ascolto. Dal 3 ottobre all’8 novembre, il Teatro Arsenale di Milano ospita la decima edizione della rassegna, intitolata “Pratiche di ascolto obliquo”. L’evento, che si svolge in un contesto di ricerca e sperimentazione, si propone come un’esperienza diversa, in cui l’ascolto non è un semplice consumo, ma un processo aperto e interattivo. La rassegna, che si distingue per la sua apertura a generi e approcci diversi, si basa sull’idea che l’elettronica non sia un genere, ma un modo di guardare al suono.
Un’esperienza di ascolto tra diversità e innovazione
La decima edizione di Parade Électronique si svolge in un contesto di trasformazione e rinnovamento. La rassegna, che ha visto crescere il numero di appuntamenti e la varietà delle proposte, si propone come un luogo di incontro tra musicisti di generazioni e provenienze diverse, accomunati dall’uso dell’elettronica come strumento di composizione e indagine del suono. Gli appuntamenti, distribuiti tra pomeriggio e sera, attraversano composizione, ricerca elettroacustica, improvvisazione, performance e linguaggi emersi dalle scene più recenti. Ogni incontro offre una prospettiva diversa, contribuendo a costruire un’immagine complessa e dinamica del campo musicale.
La musica elettronica non è un genere, ma un modo di guardare al suono. Questo concetto è alla base della rassegna, che si propone come un’esperienza di ascolto obliquo, in cui le forme riconoscibili convivono con ciò che affiora tra linguaggi e pratiche musicali. L’obliquità è l’angolo da cui è costruito il programma: le proposte sono disposte secondo tensioni, risonanze e slittamenti di prospettiva. Ogni accostamento apre una diversa lettura delle pratiche coinvolte e rende percepibili continuità, fratture e genealogie che una classificazione lineare lascierebbe in ombra.
FLOEMA: un progetto tra natura e tecnologia
Uno degli appuntamenti più attesi è FLOEMA, la performance di Jacopo Cenni, compositore e dottorando a Cesena. Il progetto, ispirato alla morfologia vegetale, esplora la relazione tra natura e tecnologia attraverso un linguaggio sonoro che si ispira alla capillarità e alla sovrapposizione delle strutture vegetali. Cenni, che ha iniziato a interessarsi alla musica durante l’adolescenza, ha sviluppato una carriera quasi esclusivamente dedicata alla composizione, con alcuni lavori esterni per sostenere l’affitto.
FLOEMA rappresenta un capitolo esterno alla sua ricerca dottorale. Il progetto, che si ispira alla botanica, cerca di creare una mimesi tra l’elemento vegetale e il risultato plastico-corporale. Cenni, però, riconosce che la musica elettronica, per sua natura, richiede una serie di apparati e strumenti che non sono naturali. Per lui, la composizione elettronica spinge a un livello di astrazione che, a volte, non si interfaccia con un approccio ecologico o fenomenologico. Nonostante ciò, la musica elettronica offre un’occasione rituale, post-liturgica, che permette di esplorare nuove dimensioni dell’ascolto.
La rassegna si propone come un’esperienza di ascolto obliquo, in cui le forme riconoscibili convivono con ciò che affiora tra linguaggi e pratiche musicali. L’obliquità è l’angolo da cui è costruito il programma: le proposte sono disposte secondo tensioni, risonanze e slittamenti di prospettiva. Ogni accostamento apre una diversa lettura delle pratiche coinvolte e rende percepibili continuità, fratture e genealogie che una classificazione lineare lascierebbe in ombra. Ne risulta un ascolto capace di cambiare posizione e una programmazione che trova coerenza nel movimento e nella curiosità verso ciò che ancora sfugge a definizioni stabili.
«È una stagione della curiosità, aperta a generi musicali differenti con un unico comune denominatore: l’elettronica», afferma Walter Prati, presidente di MMT Creative Lab. «Uno sguardo contemporaneo su musiche che continuano a interrogare il significato del suono oltre i cliché e le tendenze, attraverso esperienze diverse anche dal punto di vista geografico e generazionale». La decima edizione di Parade Électronique, quindi, non è solo un evento musicale, ma un’esperienza che invita a riflettere sul rapporto tra suono, spazio, tecnologia e presenza.



