Le pensioni subiranno un aumento che costerà circa 10 miliardi di euro, con un incremento medio di circa 30 euro al mese per chi percepisce un assegno di 1.000 euro. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiesto all’Unione Europea maggiore flessibilità per permettere al governo di procedere con la rivalutazione, necessaria per adeguare i trattamenti al costo della vita. L’incremento, che si basa su un tasso di inflazione stimato al 2,9%, si applicherà a partire da gennaio 2027, con l’ufficializzazione del tasso previsto intorno a novembre.
Costo elevato per il governo
La spesa per l’aumento delle pensioni rappresenta un onere significativo per il bilancio dello Stato, con stime che parlano di circa 10 miliardi di euro, il doppio rispetto allo scorso anno. Il calcolo si basa su un tasso di inflazione stimato al 2,9%, in aumento rispetto al 2,8% previsto nel Documento programmatico di bilancio approvato a aprile. L’incremento, che si applicherà a partire da gennaio 2027, si basa sull’indice dei prezzi al consumo, con un meccanismo di buon senso volto a mantenere il potere d’acquisto dei pensionati.
Meccanismo di rivalutazione
La rivalutazione delle pensioni si basa su un sistema che prevede un tasso di 2,9%, applicato in modo diverso a seconda dell’importo dell’assegno. Per gli assegni fino a 4 volte il valore del trattamento minimo, che corrisponde a 2.447 euro, l’intero tasso si applicherà sull’importo dell’assegno. Per pensioni superiori a questa soglia, la rivalutazione sarà ridotta: il 90% del tasso per assegni tra 2.447 e 3.059 euro, e il 75% per quelli sopra questa soglia. Per una pensione di 3.000 euro, l’aumento sarà di circa 85 euro lordi al mese, con una distribuzione tra le diverse fasce.
Il meccanismo prevede un aumento di circa 15 euro per chi percepisce 500 euro, 29 euro per chi riceve 1.000 euro, e quasi 60 euro per chi ha un assegno di 2.000 euro. L’aumento si applicherà anche sui trattamenti assistenziali, con un incremento della pensione minima da 611,77 euro a circa 629,51 euro e dell’assegno sociale da 538,69 euro a circa 554,31 euro.
Chiesta maggiore flessibilità all’UE
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo maggiore flessibilità per permettere al governo di procedere con la rivalutazione. L’obiettivo è di evitare un meccanismo di rivalutazione meno favorevole, che potrebbe penalizzare maggiormente i pensionati con assegni superiori a 2.447 euro. La richiesta arriva in un contesto in cui l’Italia non è riuscita a uscire dalla procedura di infrazione, con vincoli di bilancio che impediscono l’attuazione di alcuni obiettivi prefissati, come l’addio al bollo auto e il taglio dell’Irpef per chi guadagna tra 50.000 e 60.000 euro l’anno.
Le decisioni sul meccanismo di rivalutazione saranno prese solo dopo la risposta europea alla richiesta di maggiore flessibilità. Il governo, infatti, ha chiarito che le decisioni arriveranno solamente dopo la risposta dell’UE. L’aumento delle pensioni rappresenta un tema cruciale per il governo, in vista delle prossime elezioni politiche, e potrebbe diventare un elemento chiave per il Centrodestra nel dibattito pubblico.



