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sabato 3 Ottobre 2026

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Economia

Prezzi delle case in Europa in aumento: i Paesi più colpiti e i motivi

I prezzi delle case in Europa salgono, con Portogallo e Bulgaria a due cifre. Fattori economici e domanda influenzano i mercati.

Nei primi mesi del 2026, i prezzi delle case in Europa continuano a salire, con alcuni Paesi che registrano aumenti a due cifre. Il Portogallo, la Bulgaria e la Spagna hanno visto un incremento annuo dei prezzi degli immobili superiore al 10%, mentre in Finlandia, Lussemburgo e Francia i prezzi sono scesi. L’incremento complessivo nell’Unione Europea è stato del 4,7%, superando l’inflazione al 3,2%. Questi dati emergono da un’analisi di Eurostat e di esperti immobiliari come Mikk Kalmet, che ha sottolineato come le differenze nei tassi di crescita riflettano le condizioni locali, le carenze abitative e le dinamiche economiche.

Portogallo e Bulgaria: i mercati più caldi

Il Portogallo ha registrato l’aumento più elevato nel secondo trimestre del 2026, con un incremento del 16,5% annuo, seguito dalla Bulgaria al 15,5%. Kalmet ha spiegato che in Portogallo la forte domanda di alloggi, in particolare a Lisbona, Porto e nelle località costiere, supera l’offerta limitata. “La limitata nuova edilizia residenziale, gli investimenti esteri, la domanda legata al turismo e la persistente carenza di alloggi hanno tutti contribuito alla crescita dei prezzi”, ha dichiarato a Euronews Business.

La Bulgaria, invece, ha visto un aumento dei redditi delle famiglie e una crescita dei salari sostenere i prezzi degli immobili. Inoltre, le condizioni di finanziamento ipotecario sono rimaste relativamente accessibili, favorendo l’acquisto di casa. Altri Paesi come la Lituania, la Slovacchia e la Croazia hanno registrato aumenti superiori al 10%, con la Spagna che ha visto un incremento del 12,1%.

Le cause dei prezzi in aumento

Le differenze nei tassi di crescita dei prezzi degli immobili riflettono in gran parte le carenze abitative nazionali, l’andamento dei redditi, le condizioni dei mutui e le tendenze demografiche. Kalmet ha sottolineato che i mercati immobiliari sono fondamentalmente locali, anche se i Paesi europei condividono molte delle stesse condizioni economiche e monetarie. I Paesi che registrano una forte domanda e una limitata attività edilizia tendono a vedere aumenti dei prezzi più rapidi. Al contrario, i Paesi con una crescita economica più debole, una domanda delle famigli contenuta o una maggiore sensibilità al costo del credito stanno sperimentando una crescita più lenta o prezzi in calo. In Finlandia, ad esempio, la debole crescita economica e la fiducia dei consumatori fiacca hanno esercitato una pressione al ribasso sui prezzi.

La crescita reale dei prezzi

Considerando l’inflazione, la crescita reale dei prezzi delle abitazioni resta sostenuta in molti Paesi. Nell’UE, con un’inflazione al 3,2%, i prezzi delle abitazioni sono saliti dell’1,5% in termini reali. In Portogallo, ad esempio, l’inflazione è stata del 3,6%, portando a una crescita reale dei prezzi delle abitazioni del 12,1%. La crescita reale è stata inoltre superiore al 7% in Slovacchia, Bulgaria, Lituania, Spagna, Lettonia, Danimarca e Ungheria.

Kalmet ha spiegato che tre elementi spiccano nel determinare i prezzi degli immobili: la persistente carenza di alloggi, la crescita dei redditi delle famiglie e il cambiamento delle condizioni dei mutui. In molti Paesi europei, l’edilizia residenziale non è riuscita a tenere il passo con la domanda di abitazioni. Tuttavia, la crescita è destinata a restare irregolare e un altro anno di rialzi a due cifre non può essere dato per scontato.

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