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sabato 3 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Tre sanitari condannati per morte dopo interventi estetici in sequenza

Tre sanitari condannati per morte dopo interventi estetici in sequenza, processo a Torre Annunziata

Vanessa Cella, 37 anni, è morta il 26 marzo 2022 dopo aver subito tre interventi di chirurgia estetica nello stesso giorno. La donna non si è risvegliata dall’anestesia e ha perso la vita in seguito a una sequenza di operazioni. Il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato in primo grado un chirurgo, un’anestesista e un direttore sanitario della clinica. La Procura aveva contestato loro il reato di omicidio colposo, ma il giudice ha accolto l’impianto accusatorio e ha disposto ulteriori verifiche sulla gestione della struttura. La famiglia ha ricevuto una provvisionale di 15mila euro per ciascun imputato.

Interventi estetici in sequenza e mancato monitoraggio

Vanessa Cella è stata sottoposta a tre interventi di chirurgia estetica nello stesso giorno, un’operazione che ha portato alla sua morte. Al termine della sequenza operatoria, la donna non riprese conoscenza e non si risvegliò dall’anestesia. Secondo l’accusa, un punto cruciale del processo è stato il mancato monitoraggio post-operatorio. L’impostazione dell’accusa ha sottolineato come la responsabilità dell’assistenza al paziente non ricada esclusivamente sull’anestesista, ma coinvolga anche il chirurgo che ha eseguito l’intervento. La Corte di Cassazione ha ribadito questo principio nel processo. La mancanza di monitoraggio post-operatorio ha giocato un ruolo centrale nel processo. La Procura aveva contestato ai tre imputati il reato di omicidio colposo, ma il giudice ha accolto l’impianto accusatorio e ha disposto ulteriori verifiche sulla gestione della clinica. La sentenza ha aperto un ulteriore fronte investigativo per fare luce sulle circostanze che hanno preceduto e seguito la morte della 37enne.

Condanne e provvisionale alla famiglia

Il giudice Antonio Fiorentino ha inflitto 2 anni e 8 mesi al chirurgo, 3 anni e 4 mesi all’anestesista e 2 anni e un mese al direttore sanitario della clinica. La Procura aveva richiesto pene più elevate, ma il giudice ha accolto la richiesta della parte civile, che ha costituito il fratello della vittima, Patrizio Cella, come parte civile. La sentenza ha disposto per ciascun imputato il pagamento di una provvisionale di 15mila euro in favore del fratello della vittima.

La famiglia ha espresso soddisfazione per la sentenza, ma anche dolore per la perdita della madre. Il legale ha ricordato la lunga attesa della famiglia. «Il prossimo 5 marzo sarà il quinto anniversario della morte di Vanessa. Ci auguriamo che sia la clinica, sia le assicurazioni, vogliano chiudere una volta per tutte le procedure risarcitorie», ha concluso l’avvocato. La vicenda giudiziaria potrebbe proseguire nei successivi gradi di giudizio.

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