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domenica 4 Ottobre 2026

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Cultura

Buchbinder alla Scala: un viaggio tra Beethoven e la sua musica

Buchbinder presenta un concerto dedicato a Beethoven alla Scala, eseguendo quattro sonate del compositore.

Rudolf Buchbinder torna al Piermarini, teatro alla Scala, per un recital dedicato a Ludwig van Beethoven, un incontro che segna un momento importante nella sua carriera e nella sua profonda conoscenza del repertorio classico. Il concerto, in programma questa sera, propone quattro sonate del compositore tedesco, tra le più celebri della letteratura pianistica, e rappresenta un viaggio attraverso l’evoluzione del linguaggio pianistico di Beethoven, dalla sperimentazione intima alla potenza drammatica delle sue opere mature.

Beethoven e la sua musica: un legame duraturo

Per Buchbinder, Beethoven non è solo un caposaldo del suo repertorio, ma una figura costante nella sua vita musicale. Le sue letture e interpretazioni del compositore sono state un punto di riferimento per comprendere l’ampiezza e la profondità della produzione di Beethoven. Le sonate eseguite questa sera appartengono a momenti diversi della produzione di Beethoven, e mostrano la progressiva trasformazione della scrittura pianistica. Il pianista ha sempre visto nel compositore un interlocutore speciale, un dialogo che si è sviluppato nel tempo e che ha contribuito a definire la sua identità artistica.

Un programma ricco di significato

Il programma del concerto include la Sonata n. 17 in re minore op. 31 n. 2 “La tempesta”, la Sonata n. 8 in do minore op. 13 “Grande Sonate Pathétique”, la Sonata n. 6 in fa maggiore op. 10 n. 2 e la Sonata n. 23 in fa minore op. 57 “Appassionata”. Queste quattro sonate rappresentano momenti diversi della produzione di Beethoven, e attraverso di esse, Buchbinder esplora l’evoluzione del suo linguaggio pianistico, dalla ricerca di nuove forme espressive alla radicale libertà del discorso musicale.

Il recital si colloca alla vigilia del bicentenario della morte di Beethoven, avvenuta a Vienna il 26 marzo 1827. L’occasione permette al pianista di proporre un confronto diretto con le quattro sonate, cuore del repertorio pianistico di Beethoven. Questo momento è particolarmente congeniale a Buchbinder, che ha sempre visto nel repertorio classico e viennese un elemento essenziale della sua attività artistica. Il concerto di oggi è una nuova tappa scaligera per Buchbinder, che ha debuttato al teatro alla Scala nel 1975 con Claudio Abbado. Da allora, il pianista è diventato una presenza costante per il pubblico milanese, fino ai concerti degli ultimi anni. Il Concerto n. 3 in do minore op. 37 di Beethoven, eseguito nel 2016, fu dedicato a George Prêtre e vide Buchbinder assumere il ruolo non solo di solista, ma anche di direttore.

Buchbinder è stato il primo pianista a proporre l’integrale delle trentadue sonate di Beethoven in una sola stagione al Festival di Salisburgo, un progetto che ha avuto un impatto significativo sul panorama della musica classica. Le sonate eseguite questa sera appartengono a momenti diversi della produzione di Beethoven, e mostrano la progressiva trasformazione della scrittura pianistica, un’evoluzione che ha modificato profondamente la storia della musica occidentale. Il recital di Buchbinder rappresenta un momento di riflessione e di connessione con la storia della musica, un incontro tra passato e presente, tra il genio di Beethoven e l’interpretazione di un maestro che lo ha sempre visto come un interlocutore speciale.

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