Padova ha vissuto un episodio choc durante una messa serale, quando un crocifisso è stato strappato dall’altare, gettato a terra e vilipeso da un uomo sconosciuto. L’evento, avvenuto giovedì sera nella chiesa di San Gregorio Barbarigo in via Valmarana all’Arcella, ha lasciato i fedeli e il sacerdote allibiti. L’episodio, che non ha precedenti nella parrocchia, ha turbato profondamente la comunità, una delle zone più multietniche della città, dove convive in modo pacifico la componente autoctona e le persone straniere.
Un gesto di intolleranza o un episodio isolato?
Secondo quanto riferito da testimoni, l’uomo, che avrebbe avuto un accento straniero, è entrato nella chiesa durante la celebrazione e si è avvicinato al crocifisso esposto sull’altare. Lo ha afferrato e lo ha scaraventato a terra, privandolo delle braccia. Dopo averlo vilipeso, l’uomo ha iniziato a sputargli addosso prima di allontanarsi. Mentre i fedeli assistevano allibiti alla scena, l’individuo ha fatto perdere le sue tracce. I carabinieri hanno posto il crocifisso deturpato sotto sequestro e lo hanno rinchiuso in un locale della parrocchia per raccogliere elementi utili all’indagine.
La comunità, pur turbata, ha mantenuto la sua convivenza pacifica. La presenza di una componente nordafricana significativa nella zona è evidente, come dimostrano le donne in chador che portano i bambini e i ragazzi che giocano nel campetto ai piedi delle case popolari. La vicinanza tra la moschea e la chiesa di San Gregorio, che si trovano a un chilometro e mezzo l’una dall’altra, ha suscitato ulteriore dibattito. I volontari della parrocchia, impegnati a preparare una festa, sono rimasti confusi di fronte a una situazione che ha messo in discussione la convivenza pacifica.
Un’azione isolata o un segno di tensioni?
Secondo il parroco, don Giovanni Molon, il gesto appare essere l’eccesso di una persona mentalmente squilibrata. «Non era una presenza conosciuta nella nostra comunità – ha spiegato – e tutto fa pensare che il suo gesto altro non possia essere che l’eccesso di uno squilibrato». Tuttavia, la comunità, che vive in modo pacifico con le persone straniere, ha espresso preoccupazione per l’episodio. La presenza di una componente nordafricana significativa nella zona è evidente, come dimostrano le donne in chador che portano i bambini e i ragazzi che giocano nel campetto ai piedi delle case popolari.
La convivenza, nonostante l’episodio, rimane pacifica. I volontari della parrocchia, impegnati a preparare una festa, sono rimasti confusi di fronte a una situazione che ha messo in discussione la convivenza pacifica. Alcuni hanno proposto di organizzare un corteo silenzioso per far sentire la voce della comunità cattolica, mentre altri hanno espresso disperazione di fronte a un caso di disagio sociale che sembra rendere impotenti le istituzioni e le persone di buona volontà. La comunità di San Gregorio, pur rimasta turbata, continua a vivere in modo coeso e rispettoso. L’episodio, pur grave, non ha scosso le fondamenta della convivenza, ma ha messo in luce la necessità di una maggiore sensibilità e di un dialogo aperto tra le diverse componenti sociali. I carabinieri proseguono le indagini per identificare l’uomo e comprendere le motivazioni del gesto, che rimane per ora un mistero.



