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domenica 4 Ottobre 2026

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Il generale Masiello: «Siamo già in guerra». La minaccia ibrida e la difesa cognitiva

Il generale Masiello avverte: l’Italia è già in guerra. La minaccia ibrida e la difesa cognitiva.

Il generale Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito, ha dichiarato che l’Italia è già in guerra. La minaccia, secondo il generale, proviene da fonti non convenzionali come i dispositivi mobili e mira a spaccare la coesione del Paese. Il generale ha sottolineato che la guerra ibrida, che include attacchi informatici, disinformazione e interferenze su processi decisionali, rappresenta un rischio concreto per la stabilità nazionale. Per contrastarla, l’Esercito ha diffuso un vademecum definito «manuale di autodifesa cognitiva».

La guerra ibrida e i rischi della disinformazione

Secondo Masiello, la guerra ibrida logora l’avversario senza dargli un pretesto per reagire. Il generale ha spiegato che i nemici verificano continuamente i limiti del sistema italiano prima di provocare una risposta. I rischi sono concreti: oltre a subire attacchi informatici, si rischia di finire per errore in un conflitto aperto. Il generale ha citato un dato: gli attacchi informatici gravi sono aumentati del 50% a livello mondiale e del 40% in Italia. La minaccia non si limita al cyber, ma include sabotaggi a infrastrutture, disturbi dei segnali satellitari e interferenze nelle campagne elettorali.

La disinformazione entra nei processi decisionali militari, politici, economici e sociali. Masiello ha sottolineato che la guerra ibrida non si limita a un solo fronte, ma coinvolge diversi aspetti della società. Il generale ha anche ricordato che la Russia ha lanciato 50.000 droni Shahed sull’Ucraina nel 2025, saturando i sensori nemici e esaurendo le munizioni più costose. Tuttavia, i droni non hanno reso inutili carri armati, artiglieria ed elicotteri, ma ha sottolineato l’importanza di un approccio moderno e tecnologicamente avanzato.

Il manuale di autodifesa cognitiva

Il vademecum distribuito ai militari italiani è un manuale di autodifesa cognitiva. I passaggi sono ridotti all’essenziale. Il primo è imparare a riconoscere le leve emotive usate dalla disinformazione, che prima coinvolgono e poi convincono. Il secondo è cogliere i segnali d’allarme, a partire dalla fretta, nemica di qualsiasi verifica. Il terzo è seguire quattro regole pratiche: fermarsi, controllare, confrontare e solo alla fine condividere. La risposta non può essere solo militare, ma deve coinvolgere l’intero sistema Paese. Masiello ha richiamato anche il non-paper del ministro Guido Crosetto sulla minaccia ibrida, che propone di passare da una postura reattiva a un approccio capace di anticipare gli attacchi e assorbirli prima che facciano danni. Masiello ha descritto l’Ucraina come un laboratorio tragico in cui si combattono tre guerre contemporaneamente: convenzionale, tecnologica e cognitiva. La lezione più dura riguarda l’Occidente, che ha abituato gli eserciti europei all’idea di una pace permanente.

Ora l’Italia guida il battlegroup multinazionale in Bulgaria e è presente in Lettonia e Ungheria, con reparti pronti a reagire prima che la crisi scoppi. Il generale ha ricordato che solo nel 2025 la Russia ha lanciato sull’Ucraina 50.000 droni Shahed, piattaforme economiche e sacrificabili che saturano i sensori nemici e ne esauriscono le munizioni più costose. Tuttavia, Masiello ha chiarito che i droni non hanno reso inutili carri armati, artiglieria ed elicotteri, ma ha sottolineato l’importanza di un approccio moderno e tecnologicamente avanzato.

Per l’Esercito, è centrale il peso della quantità: le forze si consumano in fretta e bisogna saperle rigenerare. L’esercitazione Aegis 26 ha messo alla prova la difesa nello spettro elettromagnetico, la produzione di droni sul campo e il recupero dei feriti. Il generale ha avvertito dei rischi dell’intelligenza artificiale, come l’atrofia cognitiva e la perdita di responsabilità del comando. La regola è che a decidere sulla vita e sulla morte sarà sempre un essere umano.

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