Le aziende del settore moda in Marche si trovano a fare i conti con una situazione complessa, segnata da un calo dei consumi, un aumento dei costi e una concorrenza internazionale che si fa sempre più forte. La crisi del settore, che si è intensificata negli ultimi mesi, coinvolge non solo il comparto tessile e abbigliamento, ma anche calzature e accessori, con effetti che si fanno sentire a livello regionale. La situazione, come ha sottolineato Giacomo Bramucci, componente della giunta di Federmoda Italia e presidente di Confcommercio Marche, è in un momento di profonda incertezza.
Consumi in calo e potere d’acquisto ridotto
Settembre 2026 è stato un mese particolarmente difficile per il settore moda, non solo per le alte temperature che hanno ridotto la stagionalità, ma soprattutto per il calo del potere d’acquisto delle famiglie. «La crisi di produzione sta diventando endemica», ha dichiarato Bramucci, sottolineando come le aziende non riescano a trovare strumenti efficaci per affrontare una situazione che si complica ulteriormente per la limitata fiducia dei consumatori. La moda, come bene effimero, richiede un clima di fiducia che, in questo momento, non esiste.
La crisi di produzione sta diventando endemica, e le aziende non riescono a trovare strumenti efficaci per affrontarla.
Nelle Marche, dove la filiera del tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria è molto radicata, le aziende affrontano anche sfide strutturali: la difficoltà nel reperire personale specializzato, la necessità di investire nella transizione energetica e digitale, e la crescente pressione sui mercati esteri. «Occorre sostenere le imprese della moda», ha aggiunto Bramucci, sottolineando l’importanza di politiche di supporto più efficaci.
Concorrenza internazionale e dati preoccupanti
La concorrenza internazionale, soprattutto su piattaforme online, ha messo in difficoltà le aziende locali, che devono competere con prodotti a costi inferiori e con una maggiore visibilità globale. Secondo i dati dell’Istat, a maggio 2026 la produzione industriale del comparto tessile, abbigliamento, pelli e accessori è diminuita del 6,6% su base annua. Una crisi che coinvolge un’ampia gamma di aziende, dalle confezioni ai produttori di accessori, passando per i calzaturifici e i laboratori artigiani.
La produzione industriale del comparto tessile, abbigliamento, pelli e accessori è diminuita del 6,6% a maggio 2026.
Per Bramucci, la chiave del futuro sta nell’innovazione, nella qualità e nell’inventiva, caratteristiche che contraddistinguono il sistema moda delle Marche. «Occorre invogliare i consumatori marchigiani a spendere nelle nostre aziende», ha sottolineato, aggiungendo che le imprese devono puntare sulla comunicazione e su una strategia di promozione più efficace. «Puntare sulla qualità e sull’originalità è il modo migliore per distinguersi in un mercato sempre più competitivo», ha concluso.



