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domenica 4 Ottobre 2026

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Spionaggio russo in Italia, il badge del Senato dell’ex portavoce di Malpezzi trovato a casa di un militare indagato

Nuovi indizi di spionaggio russo in Italia: il badge del Senato dell’ex portavoce di Malpezzi trovato a casa di un militare indagato.

Un nuovo episodio di presunta attività di spionaggio russo in Italia ha suscitato preoccupazione tra le autorità. Il caso riguarda un badge del Senato, intestato a un’assistente parlamentare, che è stato trovato a casa di un militare indagato per attività di spionaggio. L’assistente in questione è l’ex portavoce della senatrice Simona Malpezzi, un’esperta politica con un ruolo significativo nella delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO. L’indagine, condotta dalla Procura di Roma, ha portato alla luce un documento che potrebbe indicare un tentativo di accesso a informazioni sensibili.

Un badge smarrito e un collegamento con la NATO

La circostanza è emersa durante una perquisizione effettuata dai carabinieri del Ros in casa di un sergente maggiore dell’Esercito, uno dei militari indagati per presunta collaborazione con spie russe. Tra i documenti sequestrati, è stato trovato il tesserino d’ingresso al Senato di un’assistente parlamentare, che ha riconosciuto di aver smarrito il documento più volte nel corso dell’ultima legislatura. L’assistente in questione è l’ex portavoce di Malpezzi, una figura politica con un ruolo chiave nella delegazione parlamentare italiana presso l’Alleanza Atlantica. La professionista potrebbe essere stata vittima di un tentativo di spionaggio. Gli investigatori hanno espresso parziali valutazioni in merito, sottolineando l’ipotesi che il documento potesse essere stato utilizzato per accedere a informazioni riservate. La circostanza ha suscitato interesse, in quanto la delegazione parlamentare italiana presso la NATO è in possesso di dati potenzialmente sensibili per i servizi segreti russi.

Un CD con informazioni sensibili sulle infrastrutture della NATO

Accanto al badge, i carabinieri hanno trovato un CD etichettato “Bunker NATO”, che potrebbe contenere informazioni sensibili relative alle infrastrutture protettive dell’Alleanza Atlantica. Il documento è stato oggetto di stretta riservatezza da parte delle fonti investigative. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha recentemente sottolineato l’importanza di accelerare la realizzazione di bunker e infrastrutture protettive in vista di una possibile guerra tra la NATO e la Russia.

Le indagini hanno anche rivelato un collegamento tra un “officer russo” e Gavino Raoul Piras, uno dei quattro indagati. Le intercettazioni mostrano che il russo ha suggerito a Piras di contattare un’altra figura, “Gabriele”, che potrebbe avere accesso a informazioni sensibili nel Ministero della Difesa. L’interesse per le attività della NATO e delle Nazioni Unite sembra essere un tema ricorrente nel contesto delle indagini. Il tentativo di insinuarsi nel tessuto istituzionale italiano è stato costante. L’inchiesta ha rivelato una rete di informatori che potrebbe includere figure chiave all’interno del Ministero della Difesa. La sensibilità delle informazioni in gioco e la complessità delle relazioni tra i soggetti coinvolti rendono il caso un’indagine di grande rilevanza per la sicurezza nazionale.

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