Il turismo religioso in Italia mostra segni di crisi a San Giovanni Rotondo, dove gli arrivi e le presenze sono in calo, mentre Assisi e i cammini si rafforzano come alternative. A San Giovanni Rotondo, la città di Padre Pio, si registrano 101.345 arrivi nei primi sette mesi del 2026, in calo del 21,72% rispetto al 2025. Le presenze, che indicano le notti trascorse nelle strutture ricettive, sono scese a 191.779, un calo del 15,43%. La contrazione del turismo ha portato a procedure di licenziamento per 38 dipendenti della fondazione San Pio da Pietrelcina, con un impatto significativo sull’occupazione locale.
Un modello in crisi
Il modello del turismo religioso a San Giovanni Rotondo, basato su grandi flussi di pellegrini, sembra aver perso parte della sua spinta. Il santuario del frate con le stimmate, pur continuando ad attrarre un numero enorme di fedeli, non riesce più a mantenere i livelli di presenza del passato. Il soggiorno medio dei pellegrini si aggira intorno a 1,9 giorni, con un’esperienza concentrata sulla meta e una ripartenza rapida. Questo modello, costruito su decenni di attrazione magnetica, mostra le sue crepe, con un calo del 19,73% negli arrivi e del 12,74% nelle presenze nel confronto tra San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo. La crisi del turismo religioso ha conseguenze occupazionali dirette. La fondazione San Pio da Pietrelcina ha avviato le procedure di licenziamento per 38 dei suoi 89 dipendenti, con un impatto significativo sull’occupazione locale. I lavoratori hanno scritto a papa Leone, cercando un intervento per salvaguardare i posti di lavoro.
Assisi e i cammini: un nuovo approccio
Intanto, Assisi si conferma come una destinazione in crescita, con oltre 850mila presenze nel primo semestre del 2026, un aumento del 9% rispetto al periodo precedente. La città, simbolo della spiritualità italiana, ha registrato un record di 1,7 milioni di presenze nel 2025, con quasi 800mila stranieri. L’anno 2026 è l’ottavo centenario della morte di San Francesco, patrono d’Italia, e si accompagna a eventi e celebrazioni che hanno spinto i flussi invernali. Tra il 22 febbraio e il 22 marzo, le spoglie del santo sono state esposte per la prima volta in modo prolungato, attirando oltre 370mila pellegrini in un solo mese.
Assisi si distingue per un modello diverso di turismo religioso. La città non si limita a essere una meta, ma si trasforma in un sistema che integra fede, arte, paesaggio, cultura e spiritualità. La città, con il santo Carlo Acutis, morto a 15 anni e proclamato santo da papa Leone XIV il 7 settembre 2025, rappresenta un ponte tra le generazioni. Il messaggio francescano, in un’Europa attraversata da conflitti, assume una forza particolare di attrazione. La città di Francesco, di Chiara e delle grandi basiliche, si distingue per la sua capacità di offrire un’esperienza più profonda e duratura.
Un altro fenomeno in crescita è il turismo dei cammini, che si distingue per una permanenza più lunga e un’esperienza più immersiva. Nel 2025, almeno 300.046 persone hanno percorso i cammini religiosi italiani, un aumento del 56,7% rispetto al 2024. La permanenza media è stata di 7,4 giorni, con oltre 2,47 milioni di pernottamenti e una spesa diretta stimata in 216,2 milioni di euro. L’impatto economico complessivo è valutato in almeno 336,4 milioni. I cammini, come il “Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce”, che unisce 1.546 chilometri e sei regioni, rappresentano un’alternativa al pellegrinaggio tradizionale, con un’esperienza più radicata nel territorio.
Per San Giovanni Rotondo, la sfida non è solo quella di recuperare i numeri del passato, ma di capire se il pellegrino che cambia abitudini possa essere nuovamente conquistato, non più soltanto dalla forza di una destinazione, ma dalla capacità di trasformare quella destinazione in un’esperienza unica e duratura.



