Un’area industriale abbandonata si trasforma in un polo tecnologico di rilievo nazionale e internazionale: il campus digitale di Digital Realty, in via delle Testuggini a Roma, è il primo passo di un progetto che punta a creare il più grande hub dei dati del Centro-Sud Italia. L’infrastruttura, che si svilupperà su 22 ettari, prevede la costruzione di sei data center, con una capacità totale di 35,2 MegaWatt, e sarà collegata a tre sistemi di cavi sottomarini internazionali e al nodo Namex, l’Internet Exchange di Roma che gestisce picchi superiori ai 2 Terabit al secondo.
Un progetto per la competitività e la sostenibilità
Il progetto, presentato da Digital Realty in collaborazione con l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, mira a dotare il territorio di un’infrastruttura strategica per la competitività delle imprese e del sistema Roma, recuperando uno spazio abbandonato senza consumare nuovo suolo. L’obiettivo dichiarato è abbattere la latenza delle connessioni e garantire l’accesso a oltre 150 punti di presenza di rete, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. La prima fase dei lavori riguarda la struttura “ROM1”, un edificio da 5.000 metri quadrati in via delle Testuggini, destinato a diventare il cuore pulsante delle connessioni internet tra Europa, Africa e Asia. L’intervento di rigenerazione urbana recupera i volumi esistenti senza alcun aumento delle metrature o dell’impronta a terra rispetto ai parametri già autorizzati, evitando così il consumo di nuovo suolo agricolo o naturale.
La sostenibilità è un pilastro del progetto
Accanto ai fabbricati tecnologici, si sviluppano anche opere pubbliche per il quartiere, con la riqualificazione integrale di circa 500 metri di via delle Testuggini. L’intervento prevede il rifacimento della strada a doppio senso, nuovi marciapiedi protetti, parcheggi pubblici, illuminazione a LED e la piantumazione di 62 alberi di leccio. Sul fronte della sostenibilità, la struttura sarà alimentata al 100% da fonti rinnovabili, utilizzerà sistemi di raffreddamento a circuito chiuso che non consumano acqua potabile e quadri elettrici privi di gas serra.
Un modello replicabile a Roma
Il progetto punta a replicare a Roma il modello già adottato a Marsiglia, snodo di rilievo globale per il traffico dati. La presenza di una nuova attività offre anche un elemento in più per sostenere il rafforzamento dei servizi, a partire dal trasporto pubblico, in un territorio che si sta trasformando e riqualificando. Il progetto, che ha visto la collaborazione tra Digital Realty e l’amministrazione comunale, rappresenta un passo significativo per la modernizzazione della città e per la creazione di un’infrastruttura digitale in grado di supportare le esigenze delle imprese e dei cittadini. L’assessore Veloccia ha sottolineato l’importanza di concentrare le infrastrutture in strutture centralizzate, per generare economie di scala e ottimizzare l’impiego delle risorse.
- Area industriale abbandonata trasformata in polo tecnologico
- 6 data center con capacità totale di 35,2 MegaWatt
- Connetto a cavi sottomarini internazionali e al nodo Namex
- Riqualificazione urbana senza consumo di nuovo suolo
- Investimento da 22 ettari con benefici per la comunità locale



