Delfin, holding della famiglia Del Vecchio con il 17,6% del capitale di Mps, ha aderito all’Offerta di Partecipazione (Opas) presentata da Intesa Sanpaolo, aprendo una svolta decisiva nella battaglia per il controllo della banca senese. La decisione, annunciata il 5 ottobre 2026, ha reso più complessa la strada per Luigi Lovaglio, che cerca di portare avanti il suo piano di ristrutturazione. La svolta di Delfin, che voterà in assemblea in linea con l’offerta di Intesa, potrebbe influenzare significativamente il destino dell’Opas e il futuro di Mps.
Un passo decisivo per Intesa Sanpaolo
La decisione di Delfin di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo è arrivata dopo giorni di discussioni e contatti tra gli azionisti della holding. Il consiglio di amministrazione di Delfin, riunito in videoconferenza, ha approvato all’unanimità la scelta, con l’assistenza di Lazard advisor. La holding ha deciso di partecipare all’offerta con l’intera partecipazione in Mps, pari a 534.676.825 azioni, e di votare in assemblea in coerenza con le condizioni dell’offerta. Questo impegno potrebbe influenzare la validità dell’Opas, in quanto l’offerta di Intesa è legata alla bocciatura di tre punti chiave del progetto di Mps.
Intesa Sanpaolo ha messo sul tavolo un “aut aut” per gli azionisti di Mps: se non approveranno le proposte di Lovaglio, l’Opas resterà in campo. La nuova proposta di Intesa è salita di 25 centesimi, portando la valutazione della banca senese a circa 31,4 miliardi di euro. Tuttavia, il sostegno di Delfin rende più difficile per Lovaglio raggiungere i due terzi necessari per far passare il suo piano.
La decisione di Delfin ha reso il percorso di Lovaglio più impegnativo.
La strategia di Intesa e le sfide per Lovaglio
La partita Mps si intreccia con un confronto più ampio all’interno della famiglia Del Vecchio, che ha visto una convergenza tra gli otto azionisti, anche se non tutti hanno espresso posizioni identiche su ogni questione. La scelta di Delfin è maturata dopo giorni di contatti con gli azionisti della holding, con l’amministratore delegato Romolo Bardin che ha sondato gli eredi, riscontrando una larga maggioranza favorevole alla soluzione proposta da Messina. Per Messina, la svolta di Delfin è un passo significativo, ma la partita non è ancora chiusa. Il 29 ottobre sarà il vero banco di prova per il futuro di Mps e per gli equilibri del sistema bancario italiano. La battaglia per il controllo della banca senese continua, con Intesa Sanpaolo che si appresta a fare un ulteriore passo avanti nella sua strategia.
Il 29 ottobre sarà il momento decisivo per il destino dell’Opas.
La decisione di Delfin non solo ha reso più difficile per Lovaglio raggiungere la maggioranza necessaria, ma ha anche aperto nuove dinamiche all’interno della famiglia Del Vecchio, con una prospettiva che si lega alle esigenze di risorse della holding e alla possibilità che uno o più soci debbano liquidare le proprie partecipazioni. La scelta di Delfin potrebbe influenzare anche gli equilibri del sistema bancario italiano e, sullo sfondo, il controllo di Generali.



