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lunedì 5 Ottobre 2026

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Salute

Mepolizumab cambia la cura dell’asma grave grazie a fenotipizzazione e aderenza

Nuovi dati sull’efficacia del mepolizumab nell’asma grave, con enfasi su fenotipizzazione e aderenza al trattamento.

Giulia Scioscia, professoressa associata di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Foggia e dirigente medica presso la Struttura complessa universitaria di Malattie dell’apparato respiratorio del Policlinico di Foggia, ha sottolineato durante il XXVII Congresso nazionale Sip che il mepolizumab rappresenta una svolta nella cura dell’asma grave. La terapia biologica, che agisce bloccando l’interleuchina 5, modifica la storia della malattia, intervenendo sull’epitelio e sul rimodellamento. L’obiettivo non è più solo il controllo dei sintomi, ma la remissione clinica e la modifica del decorso della patologia.

Terapia biologica e fenotipizzazione del paziente

La terapia con mepolizumab non solo blocca i meccanismi upstream, ma agisce anche a valle, arrestando la migrazione degli eosinofili e l’infiammazione. Scioscia ha spiegato che i dati scientifici, provenienti sia da trial clinici che da studi di real life, dimostrano un’efficacia non solo a 12 mesi, ma anche fino a 3 anni. Per raggiungere questi risultati, è necessario intercettare precocemente i pazienti con un fenotipo T2, caratterizzato da tappi di muco o compromissione delle piccole vie aeree. La fenotipizzazione del paziente, spiega Scioscia, non si limita a un numero o a un unico biomarcatore, ma richiede un’analisi completa, considerando le comorbidità e il contesto individuale. Solo con questa approccio si può scegliere il trattamento migliore, personalizzato e su misura. I dati longitudinali fino a 3 anni confermano che intercettare precocemente i pazienti con caratteristiche fenotipiche specifiche permette di ottenere un risultato di efficacia già a 12 mesi e di mantenere la remissione clinica nel tempo.

La fenotipizzazione è la chiave per un trattamento su misura.

Scioscia ha sottolineato che l’aderenza alla terapia è un tema cruciale, tanto per la terapia inalatoria quanto per la biologica. I dati italiani mostrano che i pazienti difficilmente abbandonano il biologico, a patto che comprendano il trattamento, la posologia e gli obiettivi. Solo con questa consapevolezza si può ottimizzare l’aderenza e raggiungere la remissione clinica nel tempo.

Un cambio di paradigma nel trattamento dell’asma grave

Il percorso di cura dell’asma grave si basa su pilastri integrati: fenotipizzazione, ottimizzazione del trattamento, aderenza e mantenimento della remissione. Scioscia ha concluso che la fenotipizzazione non è solo un’analisi numerica, ma una conoscenza approfondita del paziente, necessaria per scegliere il trattamento migliore, personalizzato e su misura. Questi dati rappresentano un cambio di paradigma nel trattamento dell’asma grave, con un focus su una cura che modifica la malattia e non solo i sintomi.

La remissione clinica è l’obiettivo principale del trattamento.

La terapia biologica con mepolizumab ha dimostrato di modificare la storia della malattia, intervenendo sull’epitelio e sul rimodellamento. L’obiettivo del trattamento è cambiato: non è più solo il controllo dei sintomi, ma la remissione clinica e la modifica del decorso della patologia. Questi risultati, supportati da dati longitudinali fino a 3 anni, rappresentano un passo avanti significativo nella gestione dell’asma grave.

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