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lunedì 5 Ottobre 2026

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Cultura

Pasta di qualità e identità: il progetto Monograno di Elisabetta Felicetti

Elisabetta Felicetti, quinta generazione del Pastificio Felicetti, spiega come la pasta di qualità possa valorizzare il lavoro degli chef e il legame con il territorio.

Elisabetta Felicetti, quinta generazione del Pastificio Felicetti e nuova Brand manager di Monograno, ha spiegato come la pasta di qualità possa incidere poco sul costo del piatto e valorizzare il lavoro degli chef. La strategia del brand si basa su un’attenzione alla materia prima, un ascolto attento del mondo dell’Horeca e un impegno per la sostenibilità e la qualità. La pasta, prodotta in un’azienda familiare situata sopra i 1.000 metri di altitudine, rappresenta un progetto che racconta una cultura, una filiera e un modo di fare impresa radicato nel territorio delle Dolomiti.

Un’azienda radicata nel territorio

Il Pastificio Felicetti, fondato nel 1908, è un’azienda familiare giunta alla quinta generazione, con sede produttiva in Val di Fiemme e due stabilimenti a Predazzo e Molina di Fiemme. È l’unico pastificio in Europa situato sopra i 1.000 metri di altitudine e produce circa 35 mila tonnellate di pasta all’anno, con un fatturato di 66 milioni di euro nel 2025. La produzione si concentra su quattro linee: Monograno (dedicata all’Horeca), Originale, Biologica e Speciale, con oltre 100 formati e una particolare attenzione alle paste monovarietali destinate alla ristorazione di ricerca. Per i prodotti a marchio, l’azienda utilizza esclusivamente semole di provenienza italiana, fatta eccezione per le referenze a base di khorasan Kamut®. Il biologico rappresenta un elemento centrale del modello produttivo, insieme a una filiera orientata alla gestione responsabile delle risorse. L’export rappresenta circa due terzi della produzione, distribuita in 50 Paesi, con mercati di riferimento in Europa, Stati Uniti, Canada e Asia.

La pasta di qualità e il valore del piatto

Secondo Elisabetta Felicetti, la pasta di qualità incide poco sul costo del piatto e può contribuire a creare valore nel piatto. «La pasta è sicuramente uno degli ingredienti con un’incidenza più sostenibile all’interno del costo di un piatto. Anche scegliendo una pasta premium, il suo peso sul prezzo finale rimane relativamente contenuto rispetto ad altre materie prime», ha spiegato.

La pasta, inoltre, può diventare uno strumento per distinguersi e valorizzare il lavoro dello chef. «Credo che possa rappresentare un’opportunità per lo chef per distinguersi e valorizzare il proprio lavoro. Anche in un piatto di pasta apparentemente semplice, scegliere una pasta di qualità, che abbia una storia e un’identità, permette di valorizzare immediatamente il piatto», ha sottolineato. La qualità è garantita da protocolli interni e certificazioni Brc e Ifs. La produzione si concentra su quattro linee: Monograno (dedicata all’Horeca), Originale, Biologica e Speciale, con oltre 100 formati e una particolare attenzione alle paste monovarietali destinate alla ristorazione di ricerca.

Monograno non è semplicemente una pasta, ma un progetto che può e deve raccontare una cultura, una filiera e un modo di fare impresa. «Questo mi ha confermato che Monograno non è semplicemente una pasta, ma un progetto che può e deve raccontare una cultura, una filiera, un modo di fare impresa e, in definitiva, anche la nostra famiglia», ha detto Elisabetta Felicetti. La priorità per Monograno, almeno nel breve periodo, è consolidare la presenza sul mercato italiano, rafforzando i rapporti già costruiti con il mondo professionale. «Nel breve periodo il mio focus sarà sull’Italia. Credo sia importante continuare a consolidare i rapporti e la base che abbiamo nel nostro Paese, costruendo una presenza sempre più significativa. Da lì potremo poi esportare questa esperienza anche all’estero, dove sicuramente non mancano le opportunità e dove siamo già presenti con il prodotto», ha spiegato.

La crescita di Monograno parte dall’ascolto del mercato e dal rapporto con chi lavora ogni giorno nella ristorazione. «L’obiettivo, almeno in questa fase, non è individuare un singolo mercato di riferimento, ma sviluppare una rete di relazioni coerente con il posizionamento del brand. Non voglio concentrarmi adesso su un singolo mercato. Quello che vogliamo continuare a costruire sono relazioni solide con i professionisti e gli appassionati che condividono i nostri valori: l’autenticità, la passione, il rispetto per le montagne, per la natura e per la qualità», ha concluso.

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