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lunedì 5 Ottobre 2026

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Scontro tra sindaco e vescovo a Rovigo: «La sicurezza non è un valore di parte»

Scontro tra sindaco Valeria Cittadin e vescovo Pavanello a Rovigo: la difesa della sicurezza come diritto.

Il sindaco Valeria Cittadin ha risposto con fermezza al vescovo monsignor Pierantonio Pavanello, che in un’omelia aveva invitato a prendere esempio da San Francesco per accogliere le categorie di persone che «ci danno fastidio». A Rovigo, il confronto tra i due rappresentanti della città si è acceso in modo diretto, con Cittadin che ha sottolineato l’importanza della sicurezza come diritto, non come valore di parte. La tensione è emersa dopo mesi di dibattito su come gestire l’integrazione e la convivenza in una città che vive un momento di crescente richiesta di protezione.

La difesa della sicurezza come diritto

Cittadin ha chiarito che la sua posizione non è contraria all’accoglienza, ma si basa su un principio fondamentale: «La sicurezza non è di destra né di sinistra, è un diritto». La sindaca ha sottolineato che chi vive in città, lavora, paga le tasse e rispetta le leggi, è benvenuto, ma deve accettare che l’integrazione non significa rinunciare alla propria identità. «Non è straniero chi viene nella nostra città», ha detto, «ma deve rispettare le regole e la cultura della comunità». La sua risposta al vescovo è stata chiara: «Basta criticare le scelte amministrative, devo tutelare la sicurezza della città».

La sicurezza non è un valore di parte, è un diritto. Cittadin ha anche sottolineato che la richiesta di sicurezza non deve essere interpretata come mancanza di umanità verso gli stranieri o i più fragili. «I più fragili, gli anziani, le donne, le famiglie e chi non ha strumenti per difendersi, a pagare per primi quando lo Stato e le istituzioni arretrano», ha aggiunto.

Un confronto di ruoli e responsabilità

La sindaca ha ribadito che i ruoli non devono essere confusi: «Al Pastore spetta la guida spirituale della comunità, al sindaco il compito di governare una città, garantirne la sicurezza, far rispettare le regole e difendere il diritto delle persone perbene a vivere serenamente». Cittadin ha espresso rispetto per la Chiesa e per il ruolo del vescovo, ma ha sottolineato che la governance richiede decisioni difficili e responsabilità concrete. «Governare non significa predicare principi astratti, ma prendere decisioni difficili, confrontarsi con i problemi e risponderne ogni giorno davanti ai cittadini», ha aggiunto.

Non confondiamo i ruoli, è il sindaco che governa la città. Il vescovo Pavanello, da parte sua, ha sottolineato l’importanza di un approccio più aperto e inclusivo, ispirato a San Francesco. Tuttavia, Cittadin ha ritenuto che le critiche non dovrebbero essere rivolte durante un momento di preghiera, ma in contesti più appropriati. «Sono sempre disponibile al confronto, anche duro, purché sia franco e ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie parole», ha detto la sindaca, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo e rispettoso.

Il dibattito tra sindaco e vescovo a Rovigo rappresenta un momento di tensione ma anche di riflessione su come equilibrare i valori cristiani con le esigenze pratiche di una città in crescita. La sfida è trovare un equilibrio tra accoglienza e sicurezza, tra spiritualità e governance, senza confondere i ruoli e senza abbandonare i principi fondamentali della convivenza civile. La sindaca ha anche ricordato che la Chiesa, come istituzione, deve sostenere la protezione della comunità, non solo l’accoglienza. «Da cattolica vorrei sentire dal pulpito la stessa determinazione non solo quando si parla di accoglienza, ma anche quando si tratta di difendere le nostre radici cristiane, la nostra cultura, i nostri simboli e quei valori che hanno costruito la nostra comunità», ha concluso Cittadin.

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