Nel corso dell’illustrazione della relazione annuale 2025 davanti al Consiglio Regionale del Piemonte, il Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Giovanni Ravalli, ha lanciato un allarme sullo stato operativo della struttura, sottolineando un aumento del 29% delle segnalazioni rispetto al 2024. La carenza di personale ha causato un blocco di fascicoli da mesi, compromettendo l’efficacia dell’azione di tutela. L’incremento delle segnalazioni, unito alla gestione dei minori stranieri non accompagnati, ha generato un sovraccarico operativo che ha dilatato i tempi di evasione dei procedimenti.
Un aumento del 29% delle segnalazioni
I dati statistici fotografano una pressione in costante ascesa: nell’arco del 2025, le istanze formali per le quali è stato richiesto l’intervento dell’autorità di garanzia hanno raggiunto quota 106, registrando un balzo del 29% rispetto alle 82 pratiche censite nel 2024. Questo incremento si colloca in un quadro di competenze progressivamente ampliate, reso ancora più gravoso dalla gestione dei flussi e delle tutele per i minori stranieri non accompagnati.
La struttura del Garante deve procedere all’acquisizione documentale, alla verifica dei profili di violazione dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU e dalle leggi regionali, all’interlocuzione con le Asl, le procure minorili e i tutori legali, formulando infine pareri tecnici, raccomandazioni o solleciti formali. La convergenza tra l’aumento delle segnalazioni, l’apertura di nuovi filoni operativi istituzionali e l’impennata del contenzioso e della presa in carico relativa ai minori non accompagnati ha generato un severo sovraccarico operativo.
Il blocco dei fascicoli e la mancanza di personale
Il risultato concreto è una dilatazione critica dei tempi di evasione dei singoli procedimenti. Ravalli ha denunciato apertamente la gravità del momento, sottolineando come vi siano fascicoli rimasti fermi addirittura dal mese di luglio proprio a causa dell’impossibilità materiale di smaltire la mole di adempimenti con l’attuale dotazione di risorse umane. La carenza di personale dedicato rischia di incidere direttamente sull’efficacia dell’azione di tutela, ritardando interventi dove la tempestività è un requisito determinante. Il nodo tecnico delle istruttorie rappresenta un procedimento amministrativo e di vigilanza complesso. L’istruttoria condotta dall’Ufficio del Garante dell’Infanzia richiede un’attenzione particolare e una serie di interlocuzioni con enti esterni, che si sono intensificate nel corso dell’anno. Questo ha reso ancora più critica la situazione, con un impatto diretto sulla capacità di rispondere tempestivamente alle segnalazioni.
Un appello al Consiglio Regionale
Ravalli ha lanciato un appello al Consiglio Regionale per un tempestivo potenziamento dell’organico, sottolineando come la mancanza di personale rischi di compromettere l’efficacia del sistema di tutela. L’incremento del carico di lavoro, unito alla complessità delle procedure, ha reso necessario un intervento immediato per evitare ulteriori ritardi e garantire una risposta adeguata alle segnalazioni. La situazione segnala una pressione crescente sul sistema di tutela dei minori, con conseguenze dirette sulla capacità di intervento. Il Garante chiede quindi un’azione concreta per risolvere il problema, garantendo una risposta tempestiva e efficace alle segnalazioni ricevute.



