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giovedì 17 Settembre 2026

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Aumento del 209% delle chiamate al numero antiviolenza da parte delle ragazze: Unicef indica le azioni da intraprendere

Aumento del 209% delle chiamate al numero antiviolenza da parte delle ragazze in due anni. Unicef presenta azioni per migliorare la vita dei minori.

Le ragazze minori di 17 anni che chiamano il numero antiviolenza e stalking sono aumentate del 209% in due anni, secondo il IV Monitoraggio dell’Unicef Italia. Il dato, relativo al periodo 2023-2025, emerge come uno dei più preoccupanti tra quelli raccolti nel documento “Le cose da fare. Agenda 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza”. L’incremento, che ha visto passare da 221 a 683 vittime fino a 17 anni, sottolinea l’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione, ascolto e protezione per le ragazze e i ragazzi. L’Unicef Italia, attraverso il presidente Nicola Graziano, ha ribadito che le istituzioni devono agire con determinazione per garantire condizioni di vita dignitose e sicure per ogni bambino e adolescente, indipendentemente dal luogo di nascita o dalle condizioni della famiglia.

Unicef individua cinque assi prioritari per l’infanzia e l’adolescenza

L’Unicef ha individuato cinque assi prioritari per migliorare la vita dei minori: cambiamento climatico, non discriminazione, educazione di qualità, salute mentale e benessere psicosociale e genitorialità. Tra i dati più significativi, si segnala un calo progressivo della preoccupazione climatica tra i giovani (14-19 anni), che è passato dal 70,3% del 2022 al 64,4% del 2025. Tuttavia, la preoccupazione rimane elevata e si traduce spesso in ecoansia, con il 22% degli italiani che vive esperienze riconducibili a questa condizione. Inoltre, il tasso di dispersione scolastica si attesta al 7,3% nel 2026, al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% per il 2030.

Il calo dei Neet, ovvero giovani tra 15 e 29 anni senza lavoro, studio o formazione, ha registrato un decremento del 5,7% rispetto al 2022, con il tasso che si attesta al 13,3% nel 2025. Tuttavia, il dato rimane superiore alla media europea e segnato da divari territoriali. L’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia (0-2 anni) ha visto un incremento, con una copertura nazionale del 31,6% nell’anno educativo 2023/2024. Nonostante l’aumento, le differenze regionali rimangono significative, con il Centro-Nord che ha già raggiunto o superato il Lep di 33 posti ogni 100 bambini previsto entro il 2027.

La povertà minorile rappresenta un tema di preoccupazione, con 1,283 milioni di minorenni che vivono in famiglie in povertà assoluta nel 2024.

Le richieste dei ragazzi e delle ragazze

Dai percorsi di partecipazione promossi dall’Unicef, sono emerse richieste di servizi accessibili e inclusivi, maggiore attenzione alle disuguaglianze e politiche capaci di rispondere alle differenze territoriali e alle condizioni di maggiore vulnerabilità. Il presidente Nicola Graziano ha sottolineato l’importanza di ascoltare le voci dei ragazzi e delle ragazze, che hanno espresso con chiarezza cosa manca nella loro vita quotidiana. L’Unicef chiede alle istituzioni di agire con determinazione, dando priorità a misure che abbiano impatto positivo sulla vita presente e futura dei bambini e degli adolescenti.

Per questo, l’Unicef chiede che quanto emerso dal Monitoraggio trovi riscontro in decisioni e misure concrete: primo, rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali; secondo, garantire risorse adeguate e trasparenti; terzo, migliorare la raccolta e la disaggregazione dei dati; quarto, assicurare la partecipazione effettiva di bambine, bambini e adolescenti nei processi decisionali che li riguardano, in armonia con quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

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