Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 6 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca nera

Claudio Salamida precipita dal quinto piano dell’Ilva: la consulenza spiega la dinamica dell’incidente

Lavoratore dell’ex Ilva di Taranto precipita dal quinto piano: consulenza medica chiarisce dinamica dell’incidente.

Il 12 gennaio 2026, Claudio Salamida, operaio dell’ex Ilva di Taranto, ha perso la vita dopo una precipitazione dal quinto al quarto piano dell’Acciaieria 2. La consulenza medica richiesta dalla procura ha chiarito la dinamica dell’incidente, escludendo cause esterne come l’abuso di sostanze o problemi cardiaci. Il medico legale Liliana Innamorato ha analizzato i dati e ha ricostruito la traiettoria della caduta, che si è verificata a quasi sette metri di altezza.

La causa della morte e la dinamica dell’incidente

Secondo la consulente, la morte di Salamida è avvenuta a causa di lesioni multiple, soprattutto alla testa, al viso e al cervello, con fratture del cranio, del naso, della mascella e delle vertebre. L’autopsia ha rilevato una massiva emorragia all’interno del cranio e la fuoriuscita di tessuto cerebrale dalle ferite. La consulente ha spiegato che la gravità delle lesioni cerebrali ha provocato un arresto cardiorespiratorio irreversibile in breve tempo.

La consulenza ha escluso l’effetto del monossido di carbonio sul decesso.

Il sangue di Salamida ha rilevato un livello di monossido di carbonio, ma la consulente ha chiarito che il valore non è sufficiente a causare alterazioni dello stato di coscienza o delle capacità di movimento. Il gas, presente nel sangue a un livello compatibile con l’esposizione abituale nell’ambiente di lavoro, non ha contribuito all’incidente. La presenza del gas è quindi riconducibile a una normale esposizione, non a un evento di intossicazione acuta.

Elementi della scena del crimine spostati

Durante l’indagine, sono emersi dettagli inquietanti. Le pedane metalliche e le tavole in legno, che erano poste sopra l’apertura nella pavimentazione causata dall’assenza del grigliato, sono state spostate. Il documento depositato in procura segnala che, durante il secondo sopralluogo del 21 maggio 2026, si osserva una diversa disposizione di numerosi elementi rispetto a quanto rinvenuto il 12 gennaio. Questo fatto potrebbe assumere un significato specifico durante la chiusura delle indagini.

La mancanza del grigliato ha creato un varco pericoloso.

Il verbale descrive l’assenza del grigliato che costituiva parte della pavimentazione, creando un varco attraverso il quale è possibile vedere il corpo di Salamida senza vita precipitato al quarto piano. Le pedane metalliche e le tavole in legno, che erano sopra l’apertura, sono state distaccate e spostate. Questi elementi, insieme alla mancanza del grigliato, hanno contribuito alla dinamica della caduta.

Le condizioni di lavoro e le misure di sicurezza

Al quinto piano, sono state segnalate due telecamere funzionanti ma non collegate a un sistema di video-registrazione. Questo aspetto potrebbe essere rilevante per l’indagine. La consulente ha anche sottolineato che il valore di carbossiemoglobina rilevato nel sangue di Salamida è coerente con l’esposizione abituale nell’ambiente di lavoro, non con un evento di intossicazione acuta. La procura attende la chiusura delle indagini e eventuali richieste di rinvio a giudizio. L’incidente ha colpito la famiglia di Salamida, che ha perso il marito e il figlio di soli tre anni. L’indagine proseguirà fino al 20 ottobre, quando la Cassazione potrebbe emettere un nuovo pronunciamento.

Leggi anche