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martedì 6 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Sara Marzolino, studentessa e attivista, investita e uccisa a Genova

Sara Marzolino, 22enne studentessa e attivista, investita e uccisa in un incidente stradale a Genova. Patteggiamento per omicidio stradale.

Sara Marzolino, 22enne studentessa universitaria e attivista, è morta in seguito a un grave incidente stradale avvenuto a Genova nel maggio 2025. L’incidente, che ha causato la sua morte, ha visto la giovane investita da un’auto guidata da un vigilante, che ha poi patteggiato una pena di un anno e dieci mesi. L’evento, che ha scosso la comunità, ha visto la giovane centrata all’improvviso mentre attraversava la strada con un’amica, nel quartiere Dinegro, in zona porto.

Un contesto che ha influenzato la sentenza

Il giudice ha riconosciuto una riduzione della pena all’imputato, difeso dall’avvocato Fabio La Mattina, in considerazione del fatto che Sara non aveva attraversato sulle strisce pedonali e aveva una visibilità di circa 80 metri. La Procura ha sottolineato che l’auto viaggiava ben oltre il limite di velocità previsto, tra gli 80 e i 90 chilometri orari, pur con una lieve diminuzione in corrispondenza dell’impatto. Non risultavano ostacoli che impedissero la visibilità, e il vigilante non ha mostrato segni di frenata né usato il cellulare.

La sua vita era segnata da un impegno sociale e politico. Sara Marzolino era iscritta a Scienze politiche all’Università di Bologna e aveva un forte impegno nelle lotte sociali, per l’ambiente, per la casa e il diritto allo studio, per la Palestina. Fin dai tempi del liceo Canossa si univa ai collettivi studenteschi, poi militò nel laboratorio Aq16 e fu volontaria dell’associazione Città migrante. Organizzò le Brigate di mutuo soccorso per portare aiuti e spalare il fango nelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna e nel 2024 partecipò all’occupazione simbolica degli ex ambulatori Ausl per richiamare l’attenzione sull’emergenza abitativa. Dopo la sua scomparsa, il sindaco Marco Massari la ricordò in Sala del Tricolore, rimarcando l’impegno a favore dei diritti sociali e civili, della giustizia e della solidarietà, in particolare verso i più fragili. Lottava per una città migliore, per un mondo migliore. In maggio è stato inaugurato un murale che la ritrae sulla facciata del lab Aq16.

Un festival in memoria delle sue battaglie

In sua memoria è stato organizzato il “Sara Fest”, un festival di tre giorni dedicato alle sue battaglie, a cura di Aq16, collettivo Rabun, Casa Bettola, Officina di cura popolare e Città migrante. Cordoglio fu espresso anche da Adelmo Cervi, figlio di Aldo dei sette fratelli partigiani, e dall’Assemblea permanente per il bosco Ospizio. La famiglia ha revocato la costituzione in giudizio. La famiglia di Sara, composta dal padre Alessandro, la madre Antonietta e il fratello Andrea, si era costituita parte civile affidandosi all’avvocato Vainer Burani: dopo aver ricevuto un risarcimento, ieri la costituzione è stata revocata.

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