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martedì 6 Ottobre 2026

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Dipendente sospeso per assistere moglie e figli: “Sanzionato per aver accudito la famiglia”

Dipendente sospeso per assistere moglie e figli, azienda contesta permessi non accordati.

Un dipendente è stato sospeso per tre giorni e privato dello stipendio dopo aver richiesto permessi per assistere moglie e figli in un periodo di convalescenza. L’episodio, reso noto da Cgil, ha suscitato reazioni del sindacato che definisce il provvedimento “inaccettabile” e annuncia un ricorso all’Ispettorato del Lavoro. L’azienda, invece, spiega che i permessi non erano stati accordati e che la sanzione è stata applicata in base alla normativa prevista.

Assistenza familiare e convalescenza: il caso del dipendente

Il lavoratore ha spiegato che alcuni mesi fa sua moglie ha avuto un malore e ha dovuto ricorrere al Pronto soccorso. Dopo il ricovero, la donna ha avuto bisogno di alcuni giorni di convalescenza. Il dipendente ha informato l’azienda della necessità di prendersi alcuni giorni di permesso per assistere moglie e figli. Al rientro, ha presentato le carte dell’ospedale e non ci sono stati problemi. Tuttavia, poco dopo, l’ospedale ha comunicato che la moglie sarebbe dovuta subire un intervento chirurgico. Il dipendente ha preallertato l’azienda e ha spiegato che avrebbe avuto bisogno di ulteriori giorni di permesso.

Sanzione e contestazione: il ruolo dell’azienda

L’azienda ha contestato i giorni di assenza come “ingiustificati” e ha applicato una sanzione di tre giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Secondo l’azienda, i permessi non erano stati accordati e il dipendente ha deciso di non presentarsi comunque al lavoro. La società ha spiegato che ha seguito la normativa prevista, contestando i fatti e recependo le giustificazioni prima di emettere il provvedimento disciplinare.

Il dipendente ha sempre avvisato tempestivamente l’azienda delle proprie esigenze familiari. Il sindacato ha sottolineato che la sanzione è in contrasto con il contratto collettivo nazionale di lavoro e che la procedura seguita non rispetta le normative contrattuali. L’azienda, invece, ha precisato che il provvedimento è stato emesso in attesa di incontro in commissione, come previsto. Il caso è ora in attesa di valutazione da parte dell’Ispettorato del Lavoro, che dovrà valutare il caso dopo un confronto tra le parti. Il sindacato chiede il ritiro della sanzione disciplinare e le scuse dell’azienda. L’azienda, invece, ha ribadito che la procedura seguita è conforme alle normative e che il caso è in fase di valutazione.

La situazione ha suscitato dibattito tra i dipendenti e i sindacati. I sindacati hanno sottolineato l’importanza di rispettare le normative contrattuali e di garantire la flessibilità necessaria per gestire situazioni familiari complesse. L’episodio rappresenta un caso emblematico di tensione tra diritti del lavoratore e regole aziendali, con conseguenze concrete per il dipendente e per la sua famiglia. Il sindacato ha chiesto un intervento dell’Ispettorato del Lavoro per verificare la correttezza del provvedimento e per garantire il rispetto dei diritti del lavoratore. L’azienda, invece, ha ribadito che la procedura seguita è conforme alle normative e che il caso è in fase di valutazione. Il dipendente, intanto, continua a sostenere che la sua azione era motivata da necessità familiari e che la sanzione non è giustificata.

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