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martedì 6 Ottobre 2026

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Diritto all’oblio, Tribunale di Milano modifica le procedure di Google

Tribunale di Milano modifica le procedure di Google per il diritto all’oblio, obbligo di motivare dinieghi e sanzioni per violazioni

Il Tribunale di Milano ha accolto l’azione inibitoria promossa da alcuni membri dell’associazione Algopolio contro Google, modificando le procedure per la richiesta di cancellazione di dati personali. La decisione, che riguarda l’applicazione degli articoli 17 e 21 del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), impone a Google di adottare procedure individualizzate, non automatizzate, e di motivare ogni rifiuto. Entro il 15 novembre, il colosso dovrà cambiare le procedure per la deindicizzazione, rendendo i dati irrintracciabili attraverso una ricerca, e dovrà sanzionare ogni giorno di violazione. La sentenza ha una valenza anche al di fuori dell’Italia, considerata “pioniera” per garantire tutela a tutti gli utenti dell’Unione europea.

Protezione dei dati e diritto all’oblio

La decisione del Tribunale di Milano si basa sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE, richiedendo un approccio più personalizzato e trasparente per il diritto all’oblio. Secondo i ricorrenti, il meccanismo deve permettere agli utenti di rappresentare pienamente il proprio caso, produrre la documentazione necessaria e comprendere le ragioni di un eventuale diniego. Un diritto esiste realmente solo se una persona è messa nelle condizioni di esercitarlo, ha sottolineato Vincenzo Morabito, presidente di Algopolio. La sentenza ha anche rafforzato le tutele degli utenti, confermando l’effettività dei diritti fondamentali.

Google annuncia appello

Google ha espresso disaccordo con la decisione del Tribunale di Milano e ha annunciato di voler presentare appello. “Siamo in disaccordo con la decisione del Tribunale di Milano e presenteremo appello”, ha spiegato un portavoce della società. L’azienda ha sottolineato l’investimento in team dedicati per esaminare ciascun caso e bilanciare la privacy dei singoli con il diritto all’informazione della collettività. Il nostro processo di revisione è rigoroso, conforme alle normative ed equo, ha aggiunto il portavoce. La società difenderà con fermezza il proprio operato nelle sedi giudiziarie competenti.

La sentenza del Tribunale di Milano rappresenta un passo significativo per il diritto all’oblio, un diritto riconosciuto dalla normativa europea. La modifica delle procedure di Google potrebbe influenzare non solo gli utenti italiani, ma anche quelli dell’Unione europea, garantendo una maggiore trasparenza e tutela. La battaglia per l’effettività dei diritti fondamentali continua, con un’attenzione particolare alla vita delle persone e alla loro capacità di difendere la propria reputazione e dignità.

  • Accolta l’azione inibitoria contro Google
  • Modifiche alle procedure per la deindicizzazione
  • Obbligo di motivare i dinieghi
  • Sanzioni per violazioni

La decisione del Tribunale di Milano ha rafforzato il diritto all’oblio, un tema centrale per la protezione dei dati personali. La sentenza ha anche sottolineato l’importanza di un approccio individualizzato e trasparente, in linea con la giurisprudenza dell’Unione europea. La battaglia tra Algopolio e Google continua, con entrambe le parti determinate a difendere le proprie posizioni. La sentenza potrebbe rappresentare un precedente significativo per tutelare i diritti degli utenti in tutta l’Unione europea.

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