L’incendio che ha colpito un appartamento in via Aristotile Fioravanti ha acceso le polemiche del Partito Democratico, che in consiglio comunale ha sottolineato come le denunce dei residenti su violenze, spaccio e degrado non siano state ascoltate. Il consigliere Franco Cima ha espresso preoccupazione per la situazione di una zona considerata “rossa” e ha chiesto chiarimenti su eventuali aree di controllo non intervenute. La crisi sociale, secondo Cima, è esplosa in modo drammatico, con conseguenze concrete come l’incendio che ha costretto sei famiglie a lasciare il loro stabile.
Denunce inascoltate e segnalazioni non risolte
Il consigliere Cima ha ricordato che lo stabile di via Fioravanti 99 era già finito sui giornali per precedenti episodi, ma nonostante le segnalazioni dei residenti, non è stato fatto nulla. “La domanda non è solo cosa è successo venerdì, ma anche cosa è successo nei mesi precedenti e perché nessuno è intervenuto”, ha sottolineato. Secondo Cima, i residenti avevano denunciato aggressioni, violenze e l’uso di un appartamento come base per il traffico di droga. Le denunce, messe per iscritto, non hanno avuto seguito, e questo ha alimentato la frustrazione della comunità.
Le segnalazioni non sono state accolte, nonostante la situazione fosse nota a tutti. Cima ha sottolineato che la comunità conosce le problematiche e che le denunce sono state fatte sia fuori che dentro il consiglio comunale. “Se esistono zone della Bolognina che devono restare in queste condizioni perché servono come aree di osservazione e controllo, ditevelo apertamente”, ha concluso.
La solidarietà alle vittime e la richiesta di interventi
Durante la stessa seduta, la consigliera Antonella Di Pietro ha espresso solidarietà alle sei famiglie costrette a lasciare il loro stabile. “La storia di quel palazzo è nota – ha ricordato – quello che è successo dimostra quanto la crisi sociale sia esplosiva. Sono situazioni in cui agire non è semplice e alla politica locale è necessario uno sforzo maggiore. Ma dobbiamo sostenere, anche con momenti di incontro, le vittime di questo episocio. Dobbiamo capire la loro rabbia e il loro dolore”, ha aggiunto.
La comunità chiede interventi concreti, non solo dichiarazioni. Cima ha precisato che la sua posizione non è un attacco alle forze dell’ordine, ma una richiesta di trasparenza. “Non si capisce come si possa denunciare per anni e ritrovarsi con la casa in fiamme”, ha detto, sottolineando che la comunità conosce le problematiche e che le denunce sono state fatte sia fuori che dentro il consiglio comunale. Il caso di via Fioravanti 99 entra in Consiglio comunale, con l’obiettivo di capire cosa è successo e come evitare che episodi simili si ripetano. La situazione in Bolognina, come ha ricordato Cima, è complessa e richiede interventi concreti, non solo dichiarazioni. La comunità, però, continua a chiedere risposte e azioni concrete per migliorare la sicurezza e la qualità della vita in una zona che, purtroppo, sembra non aver mai smesso di essere un luogo di tensioni e rischi.



