Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 6 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

L’iperattivismo normativo non risolve i problemi, ma li affastella

Il governo introduce leggi senza effetti concreti, spesso sovrapponendo norme già esistenti.

L’iperattivismo normativo ha caratterizzato l’azione del governo negli ultimi anni, con un continuo susseguirsi di decreti e leggi che sembrano rispondere a emergenze di volta in volta evocate, senza valutare l’effettiva necessità di intervento. Questo meccanismo, spesso descritto come una forma di “legislazione per l’effetto”, si basa su una strategia in cui ogni problema viene affrontato con una nuova norma, anche se quelle esistenti potrebbero già risolverlo. Il risultato è un accumulo di regole sovrapposte, che non risolvono i problemi, ma li complicano ulteriormente.

Leggi non necessarie, ma esibite

Un esempio chiaro si trova nel recente decreto sulla scuola, in cui il governo ha introdotto un divieto specifico di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto. Tuttavia, la legge Reale del 1975 già proibiva l’uso di mezzi che rendessero difficoltoso il riconoscimento della persona in luoghi pubblici. Il comportamento era sostanzialmente già vietato, e la nuova norma non estende l’area del penalmente rilevante, ma semplicemente lo specifica. La legge non introduce un cambiamento sostanziale, ma si limita a ripetere quanto già esisteva. Lo stesso fenomeno si osserva in altri ambiti, come la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dal figlio minore. L’ordinamento prevede già tale responsabilità, e il governo, invece di valutare l’efficacia delle norme esistenti, introduce nuove sanzioni e regole, spesso senza verificare se quelle precedenti abbiano funzionato. Questo approccio non risolve i problemi, ma li affastella.

Un sistema che non rieduca più

La situazione si complica ulteriormente con il decreto Caivano, che ha introdotto misure repressive nei confronti dei genitori di minori condannati. La norma prevede la sospensione di benefici comunali, anche in caso di condanna non definitiva, e si estende a genitori di ultraquattordicenni già ammoniti. Tuttavia, l’ordinamento prevede già la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dal figlio. La nuova norma aggiunge un’ulteriore conseguenza, senza verificare se la precedente abbia funzionato.

Questo modello di intervento, in cui ogni allarme viene seguito da una nuova risposta sanzionatoria, rischia di superare i limiti posti dall’ordinamento e di creare incertezza e contenzioso. Legiferare non è mai a costo zero, e ogni nuova legge sottrae risorse pubbliche a altre aree. Il governo, con questa strategia, presenta ogni nuova legge come un provvedimento necessario per il bene dei cittadini, ma in realtà si limita a esibire norme che non risolvono i problemi, ma li complicano. Il risultato è un sistema normativo sempre più stratificato, ma sempre meno efficace.

Leggi anche