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giovedì 1 Ottobre 2026

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Esteri

Ddl Antisemitismo, la legge speciale non risolve il problema del razzismo

Un dibattito su una legge speciale per l’antisemitismo, in un contesto di tensioni internazionali e razzismo quotidiano.

La proposta di un ddl per l’antisemitismo, che prevede una legge speciale per tutelare gli ebrei, suscita dibattiti e critiche in un contesto di tensioni internazionali e di razzismo quotidiano. La legge Mancino, già in vigore, offre un quadro di norme per combattere ogni forma di razzismo, ma la situazione attuale richiede una riflessione più profonda. L’assalto dei coloni israeliani al villaggio palestinese di Jalud in Cisgiordania e la carneficina in Gaza con oltre ottantamila morti hanno reso evidente la complessità del tema. Al contempo, si segnala un razzismo che colpisce anche i musulmani, come la negazione di una moschea a Venezia e a Monfalcone, in contrasto con la Costituzione italiana.

La legge Mancino e il dibattito sull’antisemitismo

La legge Mancino, in vigore da oltre trent’anni, è un insieme di norme che sanziona qualsiasi azione orientata a seminare odio, discriminazione o violenza per motivi etnici, religiosi o di identità nazionale. Nonostante la sua efficacia, la proposta di una legge speciale per l’antisemitismo ha suscitato polemiche. L’opinione pubblica non concepisce che si possa pensare a vittime di serie A e a perseguitati di serie B. La lezione di Auschwitz e di Birkenau ha reso chiaro che il grido “mai più” non si riferiva solo agli ebrei, ma a nessun gruppo. La convenzione internazionale del 1948, rivolta a tutto il mondo, non è stata pensata per dare la precedenza a un gruppo specifico.

Un contesto di tensioni e razzismo quotidiano

La situazione in Terrasanta è drammatica: la carneficina in Gaza, l’occupazione illegale del 70 per cento della Striscia di Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania e il rifiuto di un “focolare” statale per i palestinesi hanno reso evidente la complessità del conflitto. L’opinione pubblica non sfugge al fatto che la parola “antisemitismo” sia stata distorta e degradata dalla classe di governo israeliana, seguita da larga parte della società israeliana e da settori della diaspora ebraica. L’ostilità verso Israele e la negazione della carneficina attuata dall’esercito israeliano sono fenomeni che non vengono affrontati con la stessa determinazione con cui si cerca di combattere l’antisemitismo.

La maggioranza di governo italiana, che continua a coprire Israele e a rifiutare di riconoscere lo stato di Palestina, ha scelto di proporre una legge speciale sull’antisemitismo. Questo è paradossale, soprattutto in un momento in cui la cronaca quotidiana non perdona. L’antisemitismo è un fenomeno da contrastare sempre, ma non si vede alcun motivo per cui un gruppo soltanto debba essere tutelato da una “legge speciale”. L’opinione pubblica non concepisce che si possa pensare a perseguitati di serie A e vittime di serie B. Non è questa la lezione di Auschwitz e di Birkenau.

La legge Mancino è valida erga omnes, ovvero per tutti, e deve essere utilizzata per combattere l’antisemitismo come l’anti-islamismo. Deve essere utilizzata anche per contrastare le spinte al suprematismo identitario “bianco” che sta risorgendo in Italia e in gran parte d’Europa. E’ singolare che l’attuale governo sia giustamente sensibile per una scritta sensibile che imbratta un’istituzione ebraica, mentre tace assolutamente sul fatto che ai credenti musulmani venga spessissimo impedito di avere un luogo di culto. La negazione di una moschea a Venezia e a Monfalcone è un fenomeno che non tocca Palazzo Chigi.

La situazione di Terrasanta non guarirà se non si cura il cancro del conflitto israelo-palestinese e l’occupazione di Gaza, Gerusalemme Est e Cisgiordania. Come ha ribadito il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin a New York, la soluzione dei due stati è l’unica giusta e duratura. È l’ora di astenersi da ogni misura che “mini la sostenibilità di uno Stato palestinese”. La cronaca quotidiana non perdona, e le notizie sugli eventi drammatici del volo Dubai-Tel Aviv ricordano che non servono atti di distrazione di massa come il disegno di legge Gasparri-Delrio.

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