Un progetto di rigenerazione costruito con la comunità
Le Officine Badoni di Lecco rappresentano un esempio di rigenerazione sociale e collettiva, nato da un investimento che ha scelto come rendimento non quello economico, ma quello sociale. L’edificio, rimasto inutilizzato per trent’anni, è tornato a vivere grazie a un’azione che ha coinvolto la comunità e ha dato vita a un nuovo spazio per la città. Il progetto, presentato a Studi Aperti 2026, è stato realizzato in collaborazione con diverse realtà locali, che hanno partecipato attivamente alla sua costruzione e alla sua gestione.
La scelta di investire in un’esperienza sociale ha dato risultati tangibili. La Fondazione Comunitaria del Lecchese ha acquistato l’immobile nel 2018, quando era la quinta asta e tutte le precedenti erano andate deserte. Il ragionamento in consiglio di amministrazione fu semplice: un edificio con valore storico non doveva rimanere un rudere per altri trent’anni. L’obiettivo non era fare un collage delle diverse proposte, ma capire se dal dialogo potesse nascere qualcosa di nuovo.
Da rudere industriale a spazio della città
L’immobile, ex mensa della Badoni, un’azienda di Lecco che ha chiuso nel 1992, era rimasto sostanzialmente un rudere per quasi trent’anni. Mentre gran parte dell’area industriale circostante è stata trasformata, questo edificio non aveva trovato interesse sul mercato. La Fondazione ha scelto di acquistarlo, nonostante il rischio che rimanesse un rudere per altri trent’anni. L’investimento ha portato a un’esperienza unica, in cui la comunità è entrata nella costruzione e nella gestione dell’immobile.
Un modello di gestione che coinvolge la città e il territorio. L’edificio, composto da tre piani, è stato trasformato in un luogo aperto e accessibile. Al piano terra ci sono un bar e una sala studio, al piano centrale la sede della Fondazione e una sala per corsi, doposcuola e altre attività, mentre all’ultimo piano c’è un auditorium. Ad eccezione dei locali dedicati agli uffici, tutti gli spazi sono a disposizione della città e del territorio. Le realtà coinvolte nel concorso e nel confronto hanno costituito un’associazione temporanea di scopo e oggi partecipano alla gestione dell’immobile insieme alla Fondazione.
La Fondazione ha investito circa un quarto del proprio patrimonio nel progetto, una cifra molto importante per la sua attività. Normalmente, una fondazione investe per ottenere un rendimento economico, ma in questo caso la scelta è stata diversa: non si aspettava un ritorno economico, ma un ritorno sociale. La scelta è resa ancora più significativa dalla natura stessa dell’immobile, che aveva trovato scarso interesse sul mercato e oggi è diventato uno spazio collettivo a pochi passi dalla stazione e dal centro di Lecco. Le Officine Badoni sono diventate rapidamente uno spazio molto frequentato. Dopo due anni di attività, l’edificio è utilizzato praticamente ogni giorno, con numeri che testimoniano l’impatto del progetto: 224 attività organizzate nella sala dedicata a corsi e doposcuola e 280 eventi nell’auditorium. Il progetto sarà tra le esperienze protagoniste dell’incontro di sabato 10 ottobre a Materia Spazio Libero, nell’ambito di OPEN! Studi Aperti 2026.



