La Procura di Pavia ha reso pubblico un nuovo elemento nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, mettendo in luce una perizia misteriosa su Alberto Stasi e l’assenza di trasmissione di due analisi genetiche effettuate nel 2007. L’episodio, che risale a quasi vent’anni fa, ha suscitato preoccupazioni e interrogativi su come le indagini siano state condotte e gestite all’epoca. La perizia, che non presenta data né firma, sembra essere un documento di valutazione psicologica su Stasi, redatto da una criminologa, Alessandra Bramante, che ha negato di averla scritta. Inoltre, il Ris di Parma non avrebbe trasmesso agli inquirenti l’esito negativo di due analisi effettuate sui pedali della bicicletta di Stasi, il 20 settembre 2007, dopo un primo risultato positivo.
Un documento senza firma e senza data
La perizia, che ha come titolo «Valutazione psicologica», è emersa solo dopo un ordine della Procura di Pavia e si riferisce a verbali resi da Stasi durante le prime fasi dell’indagine. Il documento, che non presenta firma né data, sembra essere una valutazione basata su informazioni raccolte, ma non su un’analisi formale. Alessandra Bramante, la criminologa che ne è l’autore indicato, ha sottolineato di non averla redatta, sottolineando che le sue relazioni sono sempre accompagnate da data e firma. Il documento, che ha come incipit «Pensieri e impressioni basati ovviamente sulle carte», ha suscitato dibattito e ulteriori indagini.
La Procura ha chiesto di ricostruire la catena delle comunicazioni, in quanto i rapporti con la Procura non erano diretti.
Le analisi genetiche non trasmesse
Secondo quanto comunicato dalla Procura, il Ris non avrebbe trasmesso agli inquirenti dell’epoca l’esito negativo di due nuove analisi effettuate il 20 settembre 2007, dopo che il giorno precedente gli accertamenti avevano evidenziato un profilo genetico riconducibile alla vittima. L’ufficiale addetto della Sezione di Biologia del Ris, Alberto Marino, ha spiegato che le analisi sono state ripetute per ulteriore approfondimento, ma il risultato è stato negativo. Tuttavia, non ha ricordato specificamente la fase successiva e ha ammesso di non aver dato «nessun peso» ai due risultati negativi.
La Procura sta valutando la possibilità di convocare chi aveva coordinato le indagini nel 2007, tra cui la pm Rosa Muscio.
La questione si complica ulteriormente con l’emergere di un altro problema: entrambi i documenti, la perizia e le analisi genetiche, riportano gli investigatori negli uffici del Ris di Parma, sollevando interrogativi su come siano state gestite le informazioni e se ci siano state omissioni. Il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha sottolineato l’importanza della trasparenza e del rigore scientifico, affermando che «la fiducia dell’opinione pubblica non si preserva nascondendo i dubbi». Ha anche ricordato che il Ris è un’istituzione di eccellenza scientifica e che la risposta dell’Arma sarà «di assoluta fermezza» in caso di errori o condotte illecite. Luongo ha sottolineato che «chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa».



