La transumanza, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, si svolge tra fine settembre e inizio ottobre in provincia di Padova, con un percorso che unisce l’Altopiano di Asiago alla pianura. A Camazzole, San Pietro in Gu e Gazzo, famiglie di allevatori accompagnano le mandrie lungo antiche vie armentarie, rafforzando il legame tra montagna e pianura, tra memoria e sostenibilità. L’evento, che coinvolge comunità, allevatori e istituzioni, rappresenta un momento di coesione e orgoglio per la regione Veneto.
Un rituale secolare che vive ancora oggi
La transumanza non è solo un rito folcloristico, ma una tradizione che ha radici profonde e un significato culturale e sociale importante. L’evento, che si svolge tra fine settembre e inizio ottobre, rappresenta il ritorno a valle delle mandrie dopo mesi di solitudine sull’alpeggio. Il loro suono ritmico, dato dai campanacci, è un richiamo festoso che annuncia il felice ritorno a casa, risvegliando l’orgoglio della comunità. Questo rituale, che ha visto la partecipazione di famiglie di allevatori per secoli, è oggi un simbolo di tutela del paesaggio rurale e della biodiversità.
Il campanaccio è un simbolo di protezione e identità.
Il tragitto delle mandrie ricalca le antiche vie armentarie, un percorso a piedi di decine di chilometri che mette a dura prova la resistenza di uomini e animali. La partenza dall’Altopiano dei Sette Comuni (Asiago, Gallio, Foza, Enego, Roana, Rotzo, Lusiana Conco) porta le mandrie verso la pianura, attraversando la Val D’Astico o scendendo verso Caltrano, Chiuppano, fino a toccare Breganze, Lusiana e Marostica. Il percorso prosegue lungo la fascia delle risorgive, toccando Nove, Cartigliano, Tezze sul Brenta e Schiavon, culminando nel cuore dell’Alta Padovana, tra le sponde del fiume Brenta e i prati stabili di Camazzole, San Pietro in Gu e Gazzo.
Un valore culturale e sociale riconosciuto
Il consigliere regionale Eric Pasqualon ha sottolineato l’importanza del sostegno regionale alla rievocazione contadina e al lavoro delle famiglie di allevatori, evidenziando come la transumanza sia un’inestimabile lezione di storia viva per i giovani e per le scuole. L’evento, che si svolge in concomitanza con altre manifestazioni locali, rappresenta un momento di solidarietà, economia rurale e identità collettiva. Il vice-sindaco di Carmignano di Brenta ha illustrato il significato del viaggio e della discesa a valle, concentrandosi sull’importanza dell’alpeggio e della transumanza per la salvaguardia dell’ambiente, la tutela della biodiversità e la valorizzazione del paesaggio tra montagna e pianura.
La transumanza incarna valori fondamentali in un’epoca frenetica.
La transumanza, in un’epoca caratterizzata da ritmi frenetici e distacco dalla natura, incarna valori fondamentali. Preservare questa tradizione significa tutelare la biodiversità dei pascoli, promuovere il benessere animale e salvaguardare il paesaggio rurale contro il degrado e l’abbandono. Rappresenta inoltre la difesa della sovranità alimentare e della produzione artigianale lattiero-casearia di qualità, fungendo da ponte educativo per trasferire alle future generazioni il rispetto per l’ambiente e la conoscenza delle proprie radici.



